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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Verona
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mwiqVerona (, mwiwmwjaAFI: /veˈrona/cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]) è un mwlgcomune italiano di mwlw255 180 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1], mwnacapoluogo dell'mwnqomonima provincia in mwngVeneto. Primo comune della regione per popolazione, si trova al margine settentrionale della mwnwPianura Padana, lungo il fiume mwoaAdige e ai piedi dei mwoqmonti Lessini.

Di origine mwowpreistorica, l'abitato venne rifondato dai mwpaRomani all'interno dell'ansa del fiume intorno alla metà del I secolo a.C., rimanendo sotto il governo dell'mwpqImpero fino al V secolo, quando venne occupato dal re germanico mwpgTeodorico il Grande. Entrò a far parte prima del dominio dei mwpwLongobardi e poi dei mwqaFranchi, rimanendo fedele nei secoli successivi agli imperatori del mwqqSacro Romano Impero. Divenne libero Comune all'inizio del XII secolo per poi prosperare sotto la Signoria degli mwqgScaligeri. Si mwqwdedicò alla Serenissima nel 1405, passando sotto il governo della mwraRepubblica di Venezia. Occupata militarmente da mwrqNapoleone nel 1797, nel 1815 divenne parte dell'mwrgImpero austriaco che la trasformò nella sua maggiore mwrwpiazzaforte militare in territorio italico, per poi essere annessa al mwsaRegno d'Italia nel 1866.

Verona è stata dichiarata mwsgpatrimonio dell'umanità dall'mwswUNESCO per le peculiarità urbanistiche e per il patrimonio artistico e culturale.cite-ref-unesco-7-0[7] Il suo simbolo è l'mwuaArena ed è conosciuta nel mondo per l'opera di mwuqWilliam Shakespeare mwugmwuwRomeo e Giulietta. mwvaSede universitaria e importante snodo di scambio logistico e intermodale tramite il mwvqQuadrante Europa, l'industria riveste un ruolo chiave nell'economia della città, come il turismo fieristico e culturale.cite-ref-referencea-8-0[8]

Contents

Clima
Storia
Simboli
Media
Eventi
Strade
Sport
Calcio
Note

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Geografia fisica

Territorio

L'abitato di Verona si situa in posizione centrale rispetto al territorio comunale, il quale è caratterizzato da una notevole eterogeneità di paesaggi a causa della particolare collocazione geografica e dell'escursione altitudinale, che va dai 30 metri della pianura agli oltre 600 della zona pedemontana. La città, che sorge lungo le rive del fiume Adige nel punto in cui questo entra nella Pianura Padana e forma un caratteristico doppio mwzameandro, è posta a cavallo tra le propaggini meridionali dei monti Lessini che contornano la città a nord e la pianura che si apre a sud del corso del fiume.cite-ref-9[9]

Nelle dorsali collinari, conosciute con il nome di mwagTorricelle, si possono individuare un'alternanza di aree mwawboscose e mwbapraterie aride, ma sono presenti anche formazioni vegetali, sia naturali sia coltivate, tipiche dei mwbqclimi submediterranei, in particolare nelle porzioni di territorio meno elevate ed esposte a sud. Gli mwbgoliveti sono l'espressione più significativa di questa tipicità, in quanto la loro coltivazione si estende fino a circa 400 metri di quota. Le opere di sistemazione dei versanti sono rappresentate principalmente dalle mwbwmarogne, ovvero da mwcaterrazzamenti con mwcqmuri a secco che, oltre a rappresentare un pregevole esempio di prevenzione dal mwcgrischio idrogeologico, hanno anche un valore architettonico e paesaggistico intrinseco. Infine, il fondovalle della fascia collinare è inciso da diversi mwcwtorrenti, localmente detti mwdaprogni o mwdqvaj, quali (da ovest verso est) Quinzano, Borago, Galina, Valpantena e Squaranto.cite-ref-10[10]

Altro elemento distintivo del paesaggio è l'Adige, che condiziona fortemente le forme del territorio sia nel tratto urbano sia in quello extraurbano, per via sia del suo sviluppo ma anche per la presenza di mwewpaleoalvei e mwfaterrazzi fluviali tracciati dai suoi antichi percorsi.cite-ref-comuneverona120-11-0[11] L'ambito fluviale è ormai quasi privo di elementi di naturalità, a causa degli interventi di mwgqregimazione idraulica e della diffusa mwggantropizzazione, nonostante ciò si conservano alcuni elementi seminaturali mwgwa valle dell'abitato: il nucleo boscato più consistente è quello dell'isola del Pestrino, che rappresenta l'unica morfologia fluviale sopravvissuta agli interventi di sistemazione idraulica di difesa dalle piene nel tratto di fiume entro i limiti comunali; nel parco della mwhqvilla Bernini Buri si conserva una formazione boschiva con elementi delle antiche mwhgforeste planiziali; altri nuclei boscati si trovano nell'ambito del parco dell'Adige Sud.cite-ref-12[12]

L'ambito della mwjqpianura, modellata dalle alluvioni del fiume, è l'elemento che più ha sofferto le trasformazioni antropiche e che quindi presenta minori connotati di pregio e originalità.cite-ref-comuneverona120-11-1[11]

Idrografia

L'Adige scorre a Verona all'interno di possenti muraglioni, argini costruiti dopo l'mwmgalluvione del 1882 per proteggere la città da altre piene. Il fiume ormai si limita ad attraversare la città rinchiuso tra questi argini in mwmwmattoni di mwnalaterizio, ma fino a tempi relativamente recenti la città era particolarmente legata al suo fiume, per via delle numerose attività commerciali e industriali che la sua notevole portata consentiva di svolgere. Inoltre l'Adige era una via di comunicazione di primaria importanza, navigabile fino a mwnqTrento: esso è stato utilizzato sin dall'antichità per il trasporto di merci e il suo tragitto era quindi servito da approdi, da mwngcaselli daziari, da mwnwtorri utilizzate per sostenere catene, tese da una parte all'altra del fiume per trattenere le merci (a Verona è ancora presente mwoaquella a monte della città), e da mwoqcastelli e mwogforti.cite-ref-13[13] A sud della città, nel rione Filippini, è presente la mwpwdogana di San Fermo, che si affaccia sull'Adige attraverso una grande mwqadarsena e la relativa mwqqdogana di fiume, anche se quest'ultima conserva solo le pareti perimetrali a causa dei mwqgbombardamenti che l'hanno gravemente danneggiata durante la mwqwseconda guerra mondiale.cite-ref-14[14] Fino all'Ottocento, quindi, Verona e i borghi che si affacciavano sul fiume avevano un'economia collegata direttamente alla presenza dell'acqua: lungo le sue rive venivano lavorati i blocchi di mwsamarmo e il mwsqlegname che venivano poi trasportati sulle sue acque, sorgevano mwsgcantieri navali, numerosi mwswmulini galleggianti, mwtaidrovore, depositi merci, piccole industrie e attività mwtqartigianali.cite-ref-baldassinmolli23-15-0[15]

All'interno dell'abitato il fiume formava alcuni rami secondari, non più esistenti. Presso il mwwqteatro romano si staccava sulla sinistra il mwwgcanale dell'Acqua Morta, così detto per il lento fluire delle acque che, nelle epoche successive a quella romana, persero progressivamente di portata e velocità. Questo canale si ricongiungeva al ramo principale presso il mwwwponte Navi, formando il cosiddetto Isolo, un'mwxaisola fluviale costituita da mwxqsedimenti mwxgghiaiosi.cite-ref-16[16] Vi era poi l'mwywAdigetto, che era invece un largo mwzafossato ampliato in età medievale a scopo difensivo, che si separava dall'Adige poco prima di mwzqCastelvecchio e costeggiava a sud le mwzgmura comunali, congiungendosi all'Adige poco a valle dell'odierno mwzwponte Aleardi.cite-ref-17[17] Oltre a questi due rami principali vi erano anche i cosiddetti mw1a, più di settanta collegamenti che garantivano lo scambio tra acqua e area abitata.

Caratteristici erano i mulini, costruiti su una piattaforma o mw2gpontone galleggiante, in modo da potersi adattare al variare del livello delle acque. Sul mw2wpontone si trovavano la mw3aruota a pale e un capanno di legno che ospitava la mw3qmacina, mentre un ponticello detto mw3gpeagno li collegava alla riva. Documentati fin dal mw3wMedioevo, molti di essi erano controllati dai vari mw4amonasteri locali, che anticamente avevano il diritto di sfruttamento delle acque del fiume; gruppi di mulini si trovavano in particolare in prossimità della mw4qbasilica di San Zeno, nella porzione di fiume compresa tra le mw4gchiese di San Giorgio in Braida e la mw4wCattedrale, e presso mw5avia Sottoriva. Il loro numero aumentò nei secoli fino a superare le 400 unità nel corso del XIX secolo, per poi calare sensibilmente a causa della crescente mw5qindustrializzazione di Verona, fino alla totale scomparsa all'inizio del Novecento.cite-ref-18[18]

La mw6wpiena del 16 settembre 1882, che invase buona parte della città distruggendo centinaia di case, due ponti e causando diverse vittime, costrinse a modificare profondamente l'assetto dei corsi d'acqua; molte di queste opere furono costruite nel periodo tra il 1885 e il 1899, mutando per sempre l'aspetto della città. L'mw7aalveo dell'Adige fu ampliato e ripulito, vennero edificati i cosiddetti muraglioni lungo tutta la città mentre furono interrati l'Adigetto e il ramo dell'Acqua Morta.cite-ref-baldassinmolli23-15-1[15] Per ridurre la portata del fiume nel suo percorso urbano si realizzò il mw8qcanale industriale Camuzzoni, che partendo da mw8gChievo (dove nel 1923 sarà realizzato anche un mw8wponte-diga) percorre mw9a7,5 km in direzione sud-est fino a rientrare nell'Adige a valle della città.cite-ref-19[19]

Clima

Il Veneto presenta peculiari caratteristiche climatiche determinate dalla sua collocazione alle medie mwaqilatitudini, da cui derivano i caratteristici effetti stagionali, e dal fatto che la regione si pone in una zona di transizione fra l'mwaqmEuropa centrale, in cui predomina l'influsso delle mwaqqcorrenti occidentali e dell'mwaquoceano Atlantico o, in alcune occasioni, di quelle nordorientali più fredde e asciutte di origine mwaqyeuroasiatica, e l'mwaqcEuropa meridionale, dove invece domina l'influsso degli mwaqganticicloni subtropicali e del mwaqkmar Mediterraneo. A questi influssi di livello macro-territoriale si associano altri importanti fattori che influenzano in modo significativo il clima a livello regionale, il quale si va così a definire in specifiche sotto-zone climatiche, che nel caso specifico del territorio veronese si possono individuare: l'appartenenza alla pianura padano-veneta, delimitata sia a nord sia a sud da mwaqocatene montuose e con un'apertura principale verso est; la presenza di una vasta area montana a mwaqsorografia complessa; la presenza del mwaqwlago di Garda a ovest.cite-ref-arpav24-20-0[20]

A livello di scala territoriale, l'area si caratterizza da un clima di pianura, mwaritemperato umido. Nel veronese prevale infatti un certo grado di mwarmcontinentalità con inverni relativamente rigidi ed estati calde, e temperature medie annue che si aggirano intorno ai 13-14mwarq mwaru°C. In condizioni di tempo mwaryanticiclonico la massa d'aria che sovrasta la pianura manifesta condizioni di elevata stabilità o di mwarcinversione termica al suolo, che si traducono in fenomeni stagionali quali le mwargfoschie, le mwarknebbie, le mwarogelate, l'mwarsafa e l'accumulo di inquinanti in prossimità del suolo. Al verificarsi di tali fenomeni contribuiscono la presenza di importanti fonti di mwarwumidità, come le aree irrigue e il lago di Garda, i quali sono in grado di rifornire la massa d'aria in vicinanza del terreno di mwar0vapore acqueo.cite-ref-arpav30-21-0[21] Infine, scendendo di scala, a livello mwasimicroclimatico la copertura e l'uso del suolo risultano significativi, determinando la formazione di mwasmisole di calore in città e nel suo immediato circondario.cite-ref-arpav24-20-1[20]

Le mwaskprecipitazioni sono distribuite abbastanza uniformemente durante l'anno, tuttavia l'inverno è solitamente la stagione più secca mentre nelle stagioni intermedie prevalgono le perturbazioni atlantiche e mediterranee. In estate i mwasofenomeni temporaleschi risultano abbastanza frequenti e spesso associati a mwassgrandine, tuttavia sono distribuiti in modo molto irregolare.cite-ref-arpav30-21-1[21] Il territorio scaligero è caratterizzato, per quanto concerne le precipitazioni, da un andamento crescente spostandosi da sud verso nord: se nelle mwataValli Grandi Veronesi si rilevano le precipitazioni minime, di circa 700mwate mm, esse arrivano a 800mwati mm nel territorio del comune di Verona, situato a cavallo tra la pianura e la zona collinare, mentre risalendo verso la fascia pedemontana si arriva ai 900–1100mwatm mm della mwatqValpolicella, della bassa Lessinia e della parte meridionale del mwatumassiccio del monte Baldo, con valori crescenti nei settori più settentrionali di Lessinia e Baldo fino ad arrivare a valori superiori ai 1 500mwaty mm nella Lessinia nord-orientale e sul mwatcgruppo del Carega.cite-ref-22[22]

| VERONA VILLAFRANCA (1991-2020) [ 23 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
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| VERONA VILLAFRANCA (1991-2020) [ 23 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 7,1 | 9,7 | 14,5 | 18,8 | 23,9 | 28,1 | 30,4 | 30,3 | 25,1 | 18,8 | 12,4 | 7,6 | 8,1 | 19,1 | 29,6 | 18,8 | 18,9 |
| T. media ( °C ) | 3,3 | 5,0 | 9,3 | 13,3 | 18,4 | 22,6 | 24,7 | 24,6 | 19,7 | 14,2 | 8,7 | 3,9 | 4,1 | 13,7 | 24,0 | 14,2 | 14,0 |
| T. min. media ( °C ) | −0,5 | 0,3 | 4,0 | 7,8 | 12,7 | 17,0 | 18,9 | 18,9 | 14,3 | 9,7 | 4,9 | 0,2 | 0,0 | 8,2 | 18,3 | 9,6 | 9,0 |
| Precipitazioni ( mm ) | 35,8 | 33,9 | 41,4 | 63,5 | 66,1 | 64,8 | 60,2 | 64,5 | 79,2 | 73,4 | 83,0 | 59,1 | 128,8 | 171,0 | 189,5 | 235,6 | 724,9 |
| Giorni di pioggia | 5 | 4 | 5 | 8 | 7 | 7 | 5 | 5 | 6 | 7 | 8 | 7 | 16 | 20 | 17 | 21 | 74 |

Origini del nome

L'origine del mwaumtoponimo Verona è sconosciuta e nel tempo sono state formulate diverse ipotesi sulla sua derivazione, di cui alcune già in epoca medievale: ad esempio una suggestiva leggenda raccolta dal cronista mwauqGalvano Fiamma riferisce che il capo mwauugallico mwauyBrenno, mitico fondatore della città, chiamò il nuovo centro abitato mwaucVae Roma, ovvero mwaugGuai a te Roma, a seguito di una campagna bellica contro lo stato romano.cite-ref-24[24]cite-ref-patuzzo3-25-0[25] Altri racconti collegano invece il nome a un ipotetico mwaveimperatore mwaviVerus Antonius Pius o mwavm Marcus Antonius Verus (intendendosi forse mwavqMarco Aurelio), anche questi creduto fondatore della città e dei principali monumenti, oppure si pensava che il nome potesse derivare da una famiglia mwavuetrusca di nome mwavyVera, in base a quanto raccontato in un testo antico, che in realtà era stato falsificato sul finire del Quattrocento da mwavcAnnio da Viterbo.cite-ref-bolla17-26-0[26]

In ambito mwav0glottologico si sono realizzati studi caratterizzati da risultati discordanti. Si è per esempio ipotizzato che questo toponimo potesse avere origine mwav4veneta, trovando un confronto con il suffisso di mwav8mwawaGlemona, oppure mwaweceltica, in quanto la stessa terminazione è presente in diversi toponimi gallici.cite-ref-27[27] In questo caso si può ritenere che il toponimo rientri in una famiglia di parole di origine celtica cui appartiene anche il termine in mwawyirlandese antico mwawcferonn, che continua con un originario mwawgwerona e che ha il significato di territorio delimitato, recintato e difeso,cite-ref-bolla17-26-1[26] oppure che derivi dalla radice celtica mwaw0wern o mwaw4bern, che ha il significato di fiume.cite-ref-patuzzo3-25-1[25]

Il medesimo suffisso mwaxq-ona ha portato anche a sostenere la tesi che Verona possa derivare dalla mwaxulingua etrusca, tanto che in mwaxyToscana si trovano diversi toponimi che terminano in questo modo, di cui alcuni meno conosciuti sono molto simili se non addirittura identici: vicino a mwaxcLamporecchio si trova infatti un luogo chiamato mwaxgVerona, ma si possono rintracciare anche mwaxkVerone, mwaxoVerrone e, non molto distante da questi, un mwaxsVeròlla (già mwaxwVerunula).cite-ref-28[28] Il significato in questo caso potrebbe essere quello di mwayeverone inteso come terrazza o poggiolo,cite-ref-29[29] che può apparire corretto (almeno semanticamente) se si pensi che l'abitato preromano sorgeva sopra il mwayycolle San Pietro, su un vero e proprio terrazzo naturale che dominava la pianura sottostante, su cui successivamente sarebbe stata fondata la mwaycVerona romana.cite-ref-30[30]

Storia

Fondazione

L'area in cui sorge Verona è stata abitata fin dal mwazaneolitico, in quanto zona di passaggio obbligato delle comunicazioni tra la zona orientale e quella occidentale della Pianura padano-veneta a nord del fiume mwazePo:cite-ref-treccani-31-0[31] un villaggio doveva probabilmente sorgere presso la zona meridionale di colle San Pietro, in prossimità di uno dei pochi punti guadabili del fiume Adige.cite-ref-32[32] Questa è in effetti un'area ricca di mwazoreperti e vi si sono rinvenute alcune tracce delle case che potevano formare l'antico villaggio.cite-ref-33[33] In mwaz8epoca protostorica attorno al villaggio gravitavano i mwaaaGalli cenomani, che si stanziarono nei territori a occidente del fiume, i Veneti, che abitavano i territori a oriente, e i mwaaeReti, che invece stazionavano nella zona mwaaialpina.cite-ref-treccani-31-1[31]cite-ref-34[34]

Gli storici latini non riuscirono a identificare una origine certa del villaggio preromano e accreditarono la fondazione della città ai Veneti o ai loro predecessori mwaawEuganei, ai Galli Cenomani, ai Reti o addirittura agli Etruschi:cite-ref-35[35] lo storico mwabePolibio per esempio afferma che ai suoi tempi, ovvero nel II secolo a.C., l'etnia veneta era quella preponderante nella popolazione della città, ed effettivamente la presenza veneta è ben documentata da ritrovamenti avvenuti presso il colle San Pietro;cite-ref-36[36] mwabyPlinio il Vecchio ipotizza invece che la fondazione sia avvenuta insieme da parte di Reti ed Euganei;cite-ref-37[37] la fondazione da parte dei Galli Cenomani fu invece sostenuta da mwabsTito Livio.cite-ref-38[38]

Storia antica

I primi contatti fra l'mwacwantica Roma e Verona sono documentati intorno al III secolo a.C. e furono fin da subito caratterizzati da rapporti di amicizia e alleanza. Nel 390 a.C. infatti i mwac0Galli sénoni di Brenno invasero la stessa Roma e, forse proprio grazie a un'azione diversiva dei Veneti, essi furono costretti a venire a patti con i Romani,cite-ref-39[39] ma anche successivamente Galli Cenomani e Veneti aiutarono i Romani in battaglia, perfino durante la conquista della mwadiGallia Cisalpina.cite-ref-40[40] Proprio con la conquista e la colonizzazione romana della Pianura Padana cominciò a rivelarsi la grande importanza strategica di Verona, che quindi nell'89 a.C. divenne mwadccolonia di diritto latino e nel 49 a.C. venne elevata a rango di mwadgmunicipio romano tramite la mwadkmwadoLex Roscia voluta da mwadsGaio Giulio Cesare: al nuovo mwadwmunicipium venne così concesso un agro di 3 700 mwad0km² e la possibilità di fregiarsi del nome di mwad4Res publica Veronensium.cite-ref-41[41]

Durante il mwaeqperiodo repubblicano Verona venne rifondata mwaeuex novo nell'ansa dell'Adige, dove si ingrandì rapidamente e si sviluppò economicamente, tanto che tra la metà del I secolo a.C. e quello successivo vennero realizzate le mwaeymura urbiche e i principali monumenti.cite-ref-cita-puppi-pp32-33-42-0[42] Fu poi in mwaesetà giulio-claudia che la città raggiunse l'apice della ricchezza e dello splendore, quando venne realizzata l'ultima grande opera, simbolo della città, l'anfiteatro romano, e restaurati il mwaewForo e le due porte urbiche, mwae0Borsari e mwae4Leoni.cite-ref-corbetta-43-0[43] Nei secoli successivi l'abitato si trovò però investito anche dalle mwafminvasioni barbariche, essendo il primo baluardo dell'Italia alle discese dal nord Europa, per questo motivo l'imperatore mwafqGallieno, nel 265, fece ristrutturare e allargare le mura della città fino a includervi l'Arena.cite-ref-44[44] Le rinnovate fortificazioni furono in particolare protagoniste dell'mwafkassedio avanzato dalle truppe di mwafoCostantino I contro quelle di mwafsMassenzio, che si erano asserragliate in città, anche se altre importanti battaglie furono combattute alle porte della città.cite-ref-45[45]

Storia medievale

Con la mwaggcaduta dell'Impero romano d'Occidente la città vide lo stabilizzarsi di nuovi mwagkregni romano-barbarici, tra cui quello mwagoostrogoto governato da Teodorico il Grande, in mwagsGermania conosciuto come mwagwDietrich von Bern, ovvero mwag0Teodorico di Verona,cite-ref-46[46] così conosciuto in quanto la città fu sede preferita del re, che le restituì l'antico splendore e ne ampliò le antiche mura romane, facendo dell'abitato un centro militare di primaria importanza. Successivamente i Longobardi interruppero il breve dominio mwahibizantino (ripristinato in seguito alla sconfitta degli mwahmOstrogoti nella mwahqguerra gotica) sulla città, che divenne capitale d'Italia sino al 571,cite-ref-47[47] quando la sede della corte longobarda fu spostata a mwahkPavia. Verona rimase comunque capitale di un mwahoimportante ducato longobardo e una delle principali città della mwahsmwahwLangobardia Maior accanto a mwah0Milano, mwah4Cividale e Pavia. L'egemonia dei Longobardi su Verona e gran parte dell'Italia durò per due secoli, fino alla calata dei Franchi: proprio a Verona, nel 774, mwah8Carlo Magno venne a capo dell'ultima resistenza dei Longobardi, guidata dal figlio di mwaiaDesiderio, mwaieAdelchi: il principe cercò rifugio all'interno della città prima di essere costretto alla fuga, segnando la fine del mwaiiRegno longobardo. Alla caduta dei Longobardi corrispose la nascita dell'mwaimImpero carolingio con l'mwaiqincoronazione di Carlo Magno, che assegnò al figlio mwaiuPipino il Regno longobardo.

All'alba del nuovo millennio la mwaicMarca di Verona entrò sotto la sfera d'influenza del Sacro Romano Impero, cui rimase fedele durante tutta la lunga mwaiglotta per le investiture con il mwaikPapato. Nel 1117 il territorio veronese venne colpito da un mwaioterremoto distruttivo, il più forte mwaisevento sismico avvenuto nell'area padana di cui si abbia notizia,cite-ref-48[48] che comportò, oltre a vasti danneggiamenti di edifici e monumenti, un crisi economica e sociale che però offrì l'opportunità a una nuova classe cittadina di prendere il potere, tanto che essa riuscì a instaurare una forma di governo locale autonomo e a istituire, nel 1136, uno dei primi mwajaliberi comuni italiani.cite-ref-49[49] Con l'ottenimento di una larga autonomia andò però delineandosi una lotta intestina tra le due fazioni dei mwajuguelfi e ghibellini: i primi, che prevalevano nel contado, contavano tra i massimi esponenti i conti di mwajySambonifacio, mentre in città prevaleva la fazione ghibellina capeggiata dai mwajcMontecchi, resi famosi dal dramma mwajgRomeo e Giulietta di Shakespeare.cite-ref-carrara136-50-0[50]

La fazione ghibellina si rafforzò quando prese il potere mwakqEzzelino III da Romano e soprattutto con mwakuMastino I della Scala, quando la forma di governo della città passò in forma non traumatica da comune a mwakysignoria. Fu in particolare con mwakcCangrande I della Scala, signore illuminato e rispettato, che la città riscoprì un nuovo periodo di splendore e importanza, tanto che mwakgDante dedicò a lui l'intera cantica del mwakkParadiso nella mwakoDivina Commedia. Il suo potere si estese su buona parte dell'Italia settentrionale: divenne signore di Verona, mwaksVicenza, mwakwMontagnana, mwak0Padova, mwak4Belluno, mwak8Feltre, mwalaMonselice, mwaleBassano, mwaliTreviso, oltre che vicario imperiale di mwalmMantova e capo della fazione ghibellina in Italia.cite-ref-solinas-51-0[51] La politica espansionistica di Verona verso est fu interrotta dalla improvvisa morte di Cangrande a soli 38 anni, pochi giorni dopo la conquista di Treviso, per l'ingestione di una mwalgtossina naturale.cite-ref-52[52] La prematura e inaspettata morte di Cangrande lasciò la Signoria senza discendenti diretti e il potere venne preso dal nipote mwal0Mastino II della Scala, che, con l'acquisizione di mwal4Lucca, allargò la Signoria fino sul mwal8Mar Tirreno. Tale espansione territoriale preoccupò gli stati confinanti e provocò la formazione di una lega promossa dalla mwamaRepubblica di Venezia a cui aderirono i mwameVisconti, i mwamiDa Carrara, gli mwammEste e i mwamqGonzaga, contro i quali l'esercito veronese combatté due grandi battaglie prima della resa.cite-ref-53[53] La signoria scaligera subì quindi un ridimensionamento territoriale e nel 1388, indebolita da discordie fra le famiglie influenti, venne sostituita dai mwamkVisconti. Il dominio visconteo e quello successivo dei mwamoCarrararesi, che si impadronirono del potere con l'aiuto di fuoriusciti Scaligeri, fu di breve durata, in quanto la mwamsSerenissima approfittò del malcontento dei veronesi e dei disordini che scoppiavano continuamente all'interno la città per entrarvi con l'esercito il 22 giugno 1405, aiutati anche dalla cittadinanza.cite-ref-54[54]

Storia moderna

Il 24 giugno 1405 vi fu la dedizione di Verona a Venezia,cite-ref-55[55] sotto il cui governo la città godette di un lungo periodo di pace che si perpetuò sino al 1509, quando la mwanyRepubblica Veneta venne attaccata dalle potenze della mwanclega di Cambrai. Conclusasi la mwangguerra della Lega di Cambrai, ricominciò per Verona un nuovo periodo di pace che sarebbe finito non per la guerra, ma per una malattia devastante: la mwankpeste del 1630, portata in Italia da soldati tedeschi. Per la città fu un vero disastro: basti pensare che nel 1626 erano stati censiti mwano53 333 abitanti, che si erano ridotti a 20.738 alla fine del contagio,cite-ref-56[56] morirono dunque quasi due terzi della popolazione, tanto che città era piena di corpi che dovevano essere bruciati o gettati nell'Adige per mancanza di luoghi di sepoltura.cite-ref-57[57] Dal XVI secolo vi fu comunque un rifiorire dell'economia, con la costruzione di chiese e di palazzi in mwaomstile rinascimentale, di cui uno degli artefici più importanti fu l'mwaoqarchitetto mwaouMichele Sanmicheli. In questo periodo di rinascita artistica e culturale nacque anche la famosa tecnica dei concerti di mwaoycampane alla veronese, oltre a decine di importanti mwaocaccademie che determinarono un fiorire di attività culturali di dimensione europea.cite-ref-58[58]

Nel maggio del 1796, durante la mwapmcampagna d'Italia, combattuta dalla mwapqFrancia rivoluzionaria contro le potenze monarchiche europee dellmwapu'mwapymwapcAncien Régime, l'esercito austriaco venne sconfitto in mwapgPiemonte dal generale Napoleone Bonaparte, e dovette darsi a una precipitosa ritirata, mentre Napoleone e le idee rivoluzionarie francesi andavano a sconvolgere la tranquillità dei veronesi. Gli austriaci in ritirata infatti occuparono mwapkPeschiera, violando la neutralità veneta, e Napoleone ne approfittò a sua volta per occupare temporaneamente Peschiera e quindi Verona.cite-ref-59[59] A questo periodo risale la mwap4spoliazione napoleonica della mwap8basilica di San Zeno, dove la mwaqamwaqePala di San Zeno, opera dell'artista veneto mwaqiAndrea Mantegna, venne smembrata a inviata al mwaqmLouvre. Solo durante la mwaqqRestaurazione, mwaquAntonio Canova ottenne la restituzione della pala centrale, mentre la tre predelle, un tempo unite alla pala centrale, rappresentati rispettivamente l'mwaqyOrazione nell'Orto, la mwaqgCrocifissione e la mwaqoResurrezione, sono rimaste in Francia, al mwaqwMuseo di Belle Arti di mwaq0Tours e al Museo del Louvre di mwaq4Parigi. Durante questa occupazione temporanea da parte delle milizie rivoluzionarie francesi, scoppiò una rivolta che prese il nome di mwaq8Pasque veronesi, durante la quale i veronesi contrastarono le incursioni di pattuglie francesi e il cannoneggiamento della città, non riuscendo però a resistere all'accerchiamento della città da parte di 15.000 soldati. Dei 3.000 soldati francesi di guarnigione al momento della rivolta,cite-ref-60[60] i morti ammontarono a 500 soldati,cite-ref-61[61] i feriti furono circa un migliaio, e i prigionieri 2.400 (di cui 500 soldati e 1.900 loro famigliari).cite-ref-62[62] Il 1797 è l'anno che segna la mwarwfine della storia della Serenissima, cui conseguì, durante gli anni delle mwar0Guerre napoleoniche, il combattimento di una mwar4cruenta battaglia, ma indecisiva, tra francesi e austriaci e il passaggio della città scaligera tra le due parti, a seconda dei vari trattati che si susseguirono negli anni.

Storia contemporanea

Con il mwasgCongresso di Vienna del 1815, la mwaskprovincia di Verona venne assorbita nel mwasoRegno Lombardo-Veneto, uno Stato dipendente dall'Impero austriaco, sotto la cui bandiera rimase stabilmente fino al 1866. Il mwassfeldmaresciallo mwaswJosef Radetzky, nominato comandante del Regno, riconobbe in Verona un luogo strategicamente importantissimo all'interno del mwas0Quadrilatero fortificato, area di grande importanza militare nella strategia asburgica in quanto doveva fungere da cuscinetto contro gli eventuali assalti del mwas4Regno di Sardegna, e quindi diede grande stimolo alla sua fortificazione. Gli ingegneri militari austriaci cominciarono a realizzare un mwas8sistema difensivo composto da mwatamura, forti, castelli, mwatecaserme e vari edifici, rendendo Verona una città-mwatipiazzaforte.cite-ref-63[63]

La storia di Verona italiana ebbe inizio il 16 ottobre 1866 con la conquista del Veneto da parte dei mwatgSavoia a seguito della mwatkterza guerra d'indipendenza: di qui in avanti la città passò un periodo di relativa tranquillità, turbato però da una crisi economica che durò fin dopo la Prima guerra mondiale e che ebbe come principale conseguenza l'mwatoemigrazione di centinaia di migliaia di veronesi.cite-ref-64[64] Nel 1882 la città fu inoltre colpita da una tremenda inondazione dell'Adige, che allagò buona parte del centro storico; negli anni successivi vennero così edificati i cosiddetti muraglioni, degli alti argini in laterizio destinati a proteggere la città da altre piene, anche se così la città dovette rinunciare al suo forte rapporto con l'acqua.

La mwauaprima guerra mondiale vide la città nelle retrovie; tuttavia venne colpita da alcuni attacchi aerei, il primo dei quali avvenuto il 14 novembre 1915, quando tre velivoli verniciati di nero sganciarono sulla città numerosi ordigni. In mwauepiazza delle Erbe ci fu una strage: alla fine si contarono un centinaio tra morti e feriti. Furono addirittura chiamati i pompieri per lavare il sangue dai marmi e questo ebbe un notevole effetto psicologico: per la prima volta la mwauiGrande Guerra portava morti civili alla città.cite-ref-65[65]cite-ref-66[66]

Molto duri furono gli anni della seconda guerra mondiale, soprattutto dopo l'8 settembre 1943. Tra il 1943 e la fine della guerra Verona fu una delle città più colpite dai bombardamenti angloamericani, con 11.627 vani completamente distrutti e 8.347 gravemente danneggiati.cite-ref-67[67]

Dopo la caduta del mwavefascismo la città, sede di cinque ministeri e di importanti comandi tedeschi, era infatti diventata centro nevralgico della mwaviRepubblica Sociale Italiana.cite-ref-68[68] Proprio sotto la giurisdizione della RSI si tenne il mwavcprocesso di Verona, intentato contro mwavgGaleazzo Ciano e altri gerarchi fascisti, accusati di aver tramato con mwavkBadoglio per far arrestare mwavoMussolini, alla conclusione del quale si decretò la loro fucilazione nel mwavspoligono di mwavwforte San Procolo.

Il 25 aprile 1945, durante la ritirata delle truppe tedesche e dei reparti della RSI, un piccolo nucleo di genieri tedeschi fece brillare tutti i ponti cittadini.cite-ref-69[69]

Simboli

Lo mwawgstemma comunale nasce intorno alla metà del XIII secolo, quando Verona si presentava come libero comune e il precedente stemma, portante mwawkcroce mwawobianca in mwawscampo mwawwrosso, venne sostituito dal vessillo delle mwaw0arti veronesi, avente croce d'mwaw4oro in campo mwaw8azzurro, divenuti i mwaxacolori araldici di Verona.cite-ref-carrara2470-70-0[70] Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con decreto del Capo del Governo del 10 giugno 1939.cite-ref-71[71]

Altro simbolo di Verona, che viene ripreso anche nello stemma della mwaxoprovincia, è il vessillo scaligero: quello più conosciuto vede una mwaxsscala bianca, con quattro o cinque pioli, in campo rosso. Ci sono anche due varianti di quest'ultimo stemma, anche se poco conosciute: la prima variante con due mwaxwcani rampanti ai lati della scala; la seconda con l'mwax0aquila imperiale in cima alla scala, assunto ufficialmente, quest'ultimo, da mwax4Alboino della Scala e Cangrande I della Scala in quanto mwax8vicari imperiali, carica assegnata dall'imperatore mwayaEnrico VII di Lussemburgo.cite-ref-carrara2470-70-1[70]

Onorificenze

Verona è insignita delle seguenti onorificenze:

Titolo di Città

«Patente di S.M. Imperiale e Reale Apostolica portante la nomina delle regie città del Regno e i diritti ad esse attribuiti. Regno Lombardo-Veneto.»


7 aprile 1815

Medaglia d'oro al valor civile

«Per le coraggiose e filantropiche azioni, con evidente pericolo della vita, durante le inondazioni straordinarie dell'anno 1882. Verona, Bandiera del Municipio.»


1883

Grande medaglia d'argento di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)

«Alla Città di Verona»


Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo 28 dicembre 1908 con RR. decreti 7 e 21 luglio, 9 agosto, 23 settembre 1910; 23 febbraio, 16 marzo, 27 maggio 1911, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 130 del 30 giugno 1911

Medaglia d'oro al valor militare

«Città di millenarie tradizioni risorgimentali, pur vessata da eserciti nemici e lacerata da operazione militari, nel corso di cruenti combattimenti e nei periodi di servitù, in 20 mesi di lotta partigiana. Verona testimoniò, con il sangue dei suoi figli migliori, nelle prigioni e sui patiboli, il suo indomito spirito di libertà, eroicamente sostenuta da persone di ogni categoria sociali e associandosi idealmente a quei concittadini che, militari all'8 settembre 1943, si erano uniti ai resistenti locali in Francia, in Grecia, in Albania e in Jugoslavia. L'attività del Comitato di Liberazione nazionale rinvigorì le azioni di guerriglia in modo tale da suscitare sorveglianza e spionaggio delle varie polizie, tanto che, fatto eccezionale della lotta di Liberazione in Italia, uno a uno i suoi membri, tra il luglio e l'ottobre del 1944, vennero catturati, torturati ed inviati nei vari campi di sterminio, dai quali non tornarono. Il 17 luglio del 1944 un gruppo di partigiani penetrò nel carcere degli "Scalzi" con l'obiettivo di liberare dirigenti del movimento antifascista nazionale. Tale contributo di sangue, i bombardamenti, le persecuzioni, le distruzioni di interi paesi, sia nella pianura che nelle valli prealpine, non scalfirono ma rafforzarono la lotta della popolazione di Verona, degna protagonista del secondo Risorgimento Italiano. Verona, settembre 1943 – aprile 1945»


Decreto del Presidente della Repubblica 25 settembre 1991

Monumenti e luoghi d'interesse

La città di Verona è universalmente riconosciuta come mwazwcittà d'arte, tanto che nel 2000 è stata inserita dall'UNESCO nella mwaz0lista dei patrimoni dell'umanità, in particolare per due motivi: in quanto, nella sua mwaz4struttura urbana e mwaz8architettura, è un eccezionale esempio di città che si è sviluppata progressivamente e ininterrottamente nel corso di 2 000 anni, acquisendo, al succedersi di ogni periodo artistico e architettonico, opere della massima qualità (criterio II); in quanto rappresenta in maniera eccezionale il concetto di città fortificata europea, sviluppatasi e ampliatasi in diverse fasi (criterio IV).cite-ref-unesco-7-1[7]

Gli elementi del mwa0uperiodo romano, mwa0yromanico, mwa0cgotico, mwa0grinascimentale e successivi sono sopravvissuti integri, mentre il tessuto urbano mostra una coerenza e un'omogeneità notevoli; ciò lo si deve al fatto che la cinta muraria che circonda la città storica ha impedito all'industria e alla mwa0kferrovia di penetrare verso il centro. Solo la seconda guerra mondiale ha provocato gravi danni al suo patrimonio, tuttavia il piano di ricostruzione adottato nel dopoguerra ha consentito di mantenere la struttura originaria della città, grazie alla grande cura con cui è stato seguito il processo di ricostruzione.cite-ref-unesco-7-2[7]

Architetture religiose

La città possiede un elevato numero di mwa1cedifici religiosi cristiani, di cui alcuni di grande rilevanza dal punto di vista storico, artistico e architettonico.

Tra questi vi è sicuramente il complesso del mwa1kDuomo di Verona, principale luogo di culto cattolico della città di Verona e chiesa madre dell'mwa1oomonima diocesi, di cui fanno parte, oltre che la chiesa principale dedicata a mwa1sSanta Maria Assunta, anche la mwa1wchiesa di San Giovanni in Fonte, anticamente un mwa10battistero, la mwa14chiesa di Sant'Elena e la mwa18biblioteca capitolare. Il complesso sorge dove agli inizi del IV secolo venne edificata la prima mwa2abasilica paleocristiana di Verona, i cui pavimenti rivestiti in eleganti mwa2emosaici sono in parte visibili. L'edificio tuttavia venne ricostruito a seguito del terremoto del 1117, che distrusse il precedente edificio d'età carolingia, a sua volta costruito al posto dell'edificio romano, andato distrutto a causa di un incendio; la chiesa romanica ha comunque subito nel corso dei secoli numerose trasformazioni, in particolare in età gotica e rinascimentale. All'interno, tra le numerose opere d'arte, è presente anche una mwa2ipala di mwa2mTiziano: lmwa2q'mwa2umwa2yAssunzione della Vergine.cite-ref-75[75]cite-ref-76[76]

Altro edificio di grande valore è la mwa3ubasilica di San Zeno, la cui cripta custodisce il corpo del mwa3ypatrono della città, collocato in un sarcofago a vista consacrato nel 1939, con il volto coperto da una maschera d'argento e vestito con abiti pontificiali.cite-ref-77[77] La chiesa, che si affaccia nella mwa3sstessa piazza su cui sorgono la mwa3wtorre abbaziale di San Zeno e la mwa30chiesa di San Procolo, è considerata uno dei capolavori del romanico lombardo e quindi padano.cite-ref-78[78] Ospita inoltre diverse opere d'arte, tra cui un'opera di Andrea Mantegna, la pala di San Zeno, il mwa4iportale con le formelle bronzee e il grande mwa4mrosone della mwa4qfacciata, chiamato "mwa4uRuota della Fortuna", opera del lapicida mwa4yBrioloto de Balneo.

Infine la mwa4gbasilica di Santa Anastasia, che conserva il nome di una chiesetta preesistente di epoca longobarda dedicata alla martire del IV secolo mwa4kAnastasia di Sirmio, un magistrale esempio di mwa4oarchitettura gotica italiana. L'edificio sorge nel tratto terminale dell'antico mwa4sdecumano massimo, la principale mwa4wstrada romana di Verona prosecuzione della mwa40via Postumia,cite-ref-79[79] a fianco della più piccola e sconsacrata mwa5ichiesa di San Pietro Martire. Sul finire del XIII secolo vi si insediò l'mwa5mordine dei domenicani, a cui si deve la costruzione della basilica gotica, anche questa dedicata a mwa5qsan Pietro martire, un domenicano originario di Verona e patrono della città insieme a san Zeno.cite-ref-80[80] Un grande contributo alla realizzazione della chiesa si deve alla famiglia dei Della Scala, signori della città, grazie alle generose donazioni e lasciti testamentari che finanziarono il lungo cantiere.cite-ref-81[81]

Il citato terremoto del 1117 provocò ingenti danni alla maggior parte dei monumenti veronesi causando la sostanziale scomparsa dalla città della maggior parte delle testimonianze altomedievali, per cui tra i pochi edifici conservatisi (almeno in parte) si possono citare solo il mwa6qsacello delle Sante Teuteria e Tosca e la mwa6uchiesa di Santo Stefano; questo episodio, a sua volta, lasciò lo spazio per un'ampia diffusione dello stile romanico, utilizzato nella ricostruzione delle chiese colpite.cite-ref-82[82]

Il XII secolo fu quindi un periodo florido per l'architettura veronese; sia l'alto numero di edifici chiesastici che le loro peculiarità rendono l'architettura romanica di Verona tra le più interessanti nonostante sia meno nota rispetto all'architettura romanica lombardo-emiliana, probabilmente perché il romanico veronese, con la sola eccezione dell'esuberante basilica di San Zeno, presenta complessi edilizi discreti e severi, assenti da decorazioni scultoree.cite-ref-83[83] Tra i principali esponenti di questo periodo si possono menzionare la mwa68chiesa di Santa Maria Antica, la mwa7achiesa di San Lorenzo, la mwa7echiesa dei Santi Apostoli, la mwa7ichiesa di San Giovanni in Valle e la mwa7mchiesa della Santissima Trinità in Monte Oliveto.

Il passaggio ad un linguaggio gotico avvenne a partire dal XIII secolo, in un primo momento coinvolgendo non edifici chiesastici quanto piuttosto le relative pertinenze, dove il romanico cominciò a lasciar posto a superfici più lisce e in cotto e a strutture semplificate; il rinnovamento dell'architettura religiosa in quel periodo si deve in particolar modo all'insediamento di nuovi ordini religiosi, che godettero del favore dei Della Scala e della nobiltà.cite-ref-84[84] Oltre alla già citata basilica di Santa Anastasia, tra i complessi interessanti si possono annotare la mwa74chiesa di Santa Maria della Scala, la mwa78chiesa di Sant'Eufemia e la mwa8achiesa di San Fermo Maggiore.

Tra gli edifici di passaggio tra il gotico e l'architettura rinascimentale vi sono invece la mwa8ichiesa di San Tomaso Cantuariense, la mwa8mchiesa dei Santi Nazaro e Celso, la mwa8qchiesa di San Giorgio in Braida e la mwa8uchiesa di Santa Maria in Organo. Quest'ultima è caratterizzata da una facciata marmorea completata solo per la parte inferiore e opera del noto architetto veronese Michele Sanmicheli, che segnò il Cinquecento veronese, in particolare con alcune strutture a mwa8ypianta centrale: la mwa8cchiesa della Madonna di Campagna, la mwa8gcappella Pellegrini e il tempio posto al centro del mwa8klazzaretto di Verona.cite-ref-85[85]

Infine, tra le chiese barocche si ricordano la mwa88chiesa di San Nicolò all'Arena, la mwa9achiesa degli Scalzi, la mwa9echiesa di Santa Caterina alla Ruota oltre che la mwa9icappella Varalli, mentre tra quelle neoclassiche la mwa9mchiesa di San Paolo, la mwa9qchiesa di San Pietro Incarnario e la mwa9uchiesa di San Fermo Minore di Brà.

Monumento di grande interesse sono anche le mwa90arche scaligere, uno scenografico e monumentale complesso funerario della famiglia degli Scaligeri, destinate a contenere le spoglie di alcuni illustri rappresentanti della casata. Si tratta di un capolavoro dell'mwa94arte gotica, incredibile fusione tra mwa98scultura e architettura, tanto che lo storico francese mwa-aGeorges Duby, nel suo mwa-eL'Europa del medioevo, ha definito le arche scaligere «uno dei più insigni e significativi monumenti dell'arte gotica».cite-ref-86[86]

Architetture civili

Tra i più antichi e interessanti edifici civili della città vi è il mwa-4palazzo della Ragione, così chiamato in quanto durante il governo della Serenissima ospitava il tribunale. Si tratta di un imponente complesso a corte centrale situato a cavallo tra mwa-8piazza delle Erbe e mwa-apiazza dei Signori, costruito sul finire del XII secolo per accogliere le nuove magistrature del Comune. Cuore del potere politico prima, e giudiziario poi, nel corso dei secoli subì alcune trasformazioni per adattarsi alle nuove funzioni ospitate. L'ambiente più prestigioso è la mwa-ecappella dei Notai, realizzata tra il 1408 e il 1419, composto da quattro sale comunicanti coperte con mwa-ivolte a vela e ospita uno dei più importanti complessi decorativi realizzati su commissione pubblica a Verona, eseguiti nel XVIII secolo dai mwa-mpittori veronesi mwa-qAlessandro Marchesini, Giambattista Bellotti, mwa-ySante Prunati e dal francese mwa-cLouis Dorigny. Del complesso edilizio fanno parte anche la mwa-gtorre dei Lamberti, edificata nel 1172 e sopraelevata varie volte fino a diventare la torre più alta della città, e la mwa-kscala della Ragione, pregevole architettura mwa-otardogotica costruita in marmo rosso veronese. A seguito dello spostamento del tribunale, l'edificio è stato restaurato su progetto di mwa-sTobia Scarpa all'inizio del XXI secolo, diventando sede permanente della mwa-wgalleria d'arte moderna Achille Forti.cite-ref-87[87]

Altro importante edificio è il mwbacpalazzo del Capitanio, sempre a corte centrale, così chiamato in quanto in epoca veneziana vi si insediò il Capitano, ovvero il rettore della città. In origine il palazzo, fatto costruire da mwbagCansignorio della Scala nel XIV secolo, era un edificio fortificato dall'aspetto austero, caratterizzato da tre imponenti torri che lo facevano apparire quasi un castello; di questo palazzo medievale sopravvive intatta solo una delle torri, mentre il resto dell'edificio ha subito alcune trasformazione nel corso del XVI secolo, per cui l'aspetto odierno appare in parte gotico e in parte rinascimentale. Di particolare interesse artistico sono il portale d'ingresso al cortile dell'edificio, probabile opera dell'architetto Michele Sanmicheli, e il mwbakportale mwbaobarocco detto dei Bombardieri. Nel palazzo è presente il mwbascentro internazionale di fotografia Scavi Scaligeri, spazio espositivo sotterraneo che è stato realizzato all'interno di un sito archeologico venuto alla luce tra il 1981 ed il 1983.cite-ref-88[88]

Vi è poi il palazzo della mwbbyGran Guardia, un monumentale complesso che si affaccia su mwbbcpiazza Bra, a breve distanza da mwbbgpalazzo Barbieri e dall'mwbbkanfiteatro romano. I lavori di costruzione partirono all'inizio del XVII secolo su progetto dell'architetto mwbboDomenico Curtoni: inizialmente prevedeva una destinazione d'uso a edificio d'armi, con un vasto porticato utilizzabile per passare in rivista le truppe e un piano nobile che avrebbe accolto l'accademia militare. I lavori però si interruppero e ripresero solo nel 1820, quando l'architetto mwbbsGiuseppe Barbieri prese in mano il progetto di Curtoni e portò a conclusione i lavori precedentemente iniziati. Il disegno dell'edificio è stato influenzato sia da quello dal prospiciente anfiteatro romano, in particolare per il susseguirsi di ampie arcate al piano terreno, che dall'architettura del famoso architetto rinascimentale Michele Sanmicheli. L'edificio è stato restaurato e ampliato alla fine del XX secolo per poter ospitare un moderno e accessibile centro per congressi ed esposizioni su più livelli.cite-ref-89[89]

Tra gli altri palazzi di particolare rilevanza di Verona si ricordano alcuni edifici realizzati dal già citato architetto veronese Michele Sanmicheli, maestro tardo rinascimentale: mwbccpalazzo Bevilacqua, edificio mai completato, come dimostra la posizione asimmetrica del portale sulla facciata, il cui piano nobile è racchiuso tra una mwbcgbalconata continua e un ricco cornicione;cite-ref-90[90] mwbc0palazzo Canossa, uno dei capolavori dell'architetto e decorato dai più importanti pittori veronesi, mwbc4Bernardino India, mwbc8Battista del Moro e mwbdaPaolo Veronese, tanto importante che ospitò governanti europei quali Napoleone Bonaparte, lo zar mwbdeAlessandro I, e gli imperatori d'Austria mwbdiFrancesco I, mwbdmFerdinando I e mwbdqFrancesco Giuseppe I;cite-ref-91[91] mwbdkpalazzo Pompei, commissionato nel XVI secolo dalla nobile famiglia Lavezzola all'architetto, ma donato dai proprietari al comune di Verona negli anni 1830, che lo restaurò in modo da potervi insediare una galleria, divenuta poi il mwbdomuseo civico di storia naturale.cite-ref-92[92]

Architetture militari

La città è circondata da una lunga mwbeccortina muraria realizzata in diverse fasi costruttive, nel corso dei secoli. Nel settore collinare delle cosiddette Torricelle si trovano le mura scaligere, una cortina muraria commissionata da Cangrande I della Scala all'architetto Calzaro, come informa un'iscrizione datata gennaio 1325,cite-ref-93[93] che fece così ampliare le fortificazioni cittadine dopo i primi interventi effettuati da mwbe0Alberto I della Scala tra il 1287 e il 1289.cite-ref-94[94] Questa cinta muraria proseguiva naturalmente anche nel settore di pianura, tuttavia, durante il governo della Serenissima, questa parte venne completamente trasformata dando vita alla mwbficinta muraria veneziana: quest'opera vide la realizzazione di muri a scarpa di grande spessore e la costruzione di diversi mwbfmbastioni, circolari e poligonali, rendendo le fortificazioni più adatte all'introduzione della mwbfqpolvere da sparo.cite-ref-conforti84-95-0[95] Parte delle fortificazioni veneziane e in particolare i bastioni furono però demoliti dalle truppe napoleoniche,cite-ref-conforti84-95-1[95] per cui i bastioni vennero ricostruiti durante il successivo dominio austriaco, cosicché la cinta magistrale cittadina assunse la sua conformazione definitiva.cite-ref-conforti107-96-0[96] Questo complesso sistema di cortine difensive e bastioni fanno parte di un parco urbano lineare e quindi è liberamente visitabile tramite un itinerario pedonale.

Oltre alla cortina esterna, sopravvivono le mwbggmura comunali cittadine, erette a sud del centro storico in età medievale, in prossimità dell'Adigetto, di cui rimangono visibili ampie tracce lungo mwbgkvia Pallone e all'interno di mwbgoCastelvecchio, mentre delle diverse porte che si aprivano lungo la cortina rimangono scarse testimonianze a causa ai lavori che hanno portato all'allargamento dei fornici.cite-ref-97[97]

Tra i punti di accesso situati lungo le mura magistrali, se ne citano in particolare due: mwbhaporta Nuova, ingresso monumentale eretto tra il 1532 e il 1540 su progetto dell'architetto Michele Sanmicheli, opera che fu giudicata molto positivamente da mwbheGiorgio Vasari, il quale asserisce che non vi fu «già mai altr'opera di maggior grandezza né meglio intesa»;cite-ref-98[98] mwbhyporta Palio, sempre dello stesso architetto ma realizzata tra il 1550 e il 1561, che si tratta forse del monumento più considerevole nato dalla ricerca rinascimentale sul tema del trionfo nella porta urbica, oltre che estrema manifestazione architettonica della politica del mwbhcmunire et ornare.cite-ref-99[99] Oltre a queste vi sono però numerose altre porte d'ingresso, tra cui si ricordano i mwbhwportoni della Bra, mwbh0porta San Giorgio, mwbh4porta San Zeno e mwbh8porta Vescovo.

Punto cardine, per diversi secoli, di questo sistema difensivo fu Castelvecchio, fatto erigere nel XIV secolo dal signore di Verona Cangrande II della Scala. Il complesso è diviso in due parti dalle imponenti mura comunali: ad ovest è presente la Reggia degli Scaligeri, protetta da uno stretto cortile a doppio ordine di mura, al cui centro svetta la torre più alta del castello, il mastio; ad est è invece presente il cortile maggiore, a pianta rettangolare, destinato in origine a mwbicpiazza d'armi. Il complesso continuò a svolgere la sua funzione militare anche sotto il governo veneto, durante la breve occupazione napoleonica e infine sotto il dominio austriaco, quando venne utilizzato come caserma.cite-ref-100[100] Dopo essere stato bombardato durante la seconda guerra mondiale, Castelvecchio fu oggetto di un importante restauro e di un allestimento museale curato dal noto architetto mwbiwCarlo Scarpa, che portò alla fondazione del mwbi0museo di Castelvecchio, definito come uno delle più importanti opere di mwbi4museografia italiana del dopoguerra.cite-ref-101[101]

Altra opera fondamentale per diversi secoli fu mwbjkcastel San Pietro, situato in cima all'omonima collina e quindi dominante rispetto alla città che si apre a sud. L'imponente castello originale fu commissionato sul finire del Trecento dai Visconti e rinforzato durante la dominazione veneziana sopravvivendo fino al 1801, quando le truppe napoleoniche lo fecero demolire prima di consegnare la città agli austriaci; sulle rovine dei precedenti edifici fu costruita la caserma militare asburgica, in fase di restauro ed allestimento per ospitarvi un museo della città.cite-ref-102[102] Il piazzale antistante il castello, molto frequentato per la presenza di un'ampia terrazza panoramica sulla città, è raggiungibile sia tramite una scalinata che si dipana dal lato del teatro romano che tramite la mwbj4funicolare di Verona, costruita agli inizi del XX secolo.cite-ref-103[103]

Vi sono infine due grandi stabilimenti militari realizzati nel XIX secolo: l'mwbkkarsenale di Verona, costruito in stile mwbkoneoromanico, che occupa una superficie molto ampia ed è organizzato lungo assi con ampi cortili che separano i nove edifici che contenevano magazzini, depositi e laboratori immersi nel verde, il tutto compreso entro un recinto difensivo;cite-ref-104[104]cite-ref-105[105] la mwblmprovianda di Santa Marta, anche questa realizzata in stile neoromanico, e in origine destinato alla produzione di mwblqpane e mwblugallette, al deposito e all'amministrazione di altri generi di sussistenza per l'esercito imperiale di stanza in Italia settentrionale, e ospita i dipartimenti e la biblioteca di economia dell'Università degli Studi di Verona.cite-ref-106[106]cite-ref-107[107]

Siti archeologici

Verona presenta numerosi monumenti di epoca romana, edificati a partire dalla metà del I secolo a.C., quando la città venne rifondata all'interno dell'ansa dell'Adige.

Il monumento più famoso, divenuto simbolo della città stessa, è l'mwbmyArena di Verona. Si tratta di uno dei grandi fabbricati che hanno caratterizzato l'architettura romana ed uno degli anfiteatri antichi giunto a noi con il miglior grado di conservazione, grazie ai sistematici restauri eseguiti fin dal Cinquecento; proprio per questo motivo, nonostante le numerose trasformazioni subite, esso consente al visitatore di poter facilmente comprendere la struttura di questo genere di edifici.cite-ref-corbetta-43-1[43] Nella stagione estiva ospita il celebre mwbmsfestival lirico areniano, le cui stagioni si svolgono ininterrottamente dal 1913, mentre in quelle primaverile e autunnale è tappa di molti cantanti e musicisti internazionali.

Altro edificio di spettacolo è il mwbniteatro romano; costruito nel I secolo a.C. ai piedi del mwbnmcolle San Pietro, si tratta di uno dei teatri meglio conservati dell'Italia settentrionale,cite-ref-108[108] pertanto divenuto tappa principale del percorso espositivo dell'mwbngomonimo museo archeologico cittadino, oltre che spazio teatrale e sede, durante i mesi estivi, dell'mwbnkestate teatrale veronese, le cui edizioni si svolgono ininterrottamente sin dal 1948.cite-ref-109[109]

Delle mura romane cittadine, importante cortina difensiva provvista di numerosi torrioni e porte monumentali, realizzata in più fasi costruttive che si sono succedute partendo dalla tarda età repubblicana fino a giungere ai primi regni romano-germanici, sopravvivono in buono stato di conservazione la mwbn8porta Leoni, dove venne tra l'altro scoperta l'iscrizione considerata unanimemente l'atto di fondazione della Verona romana,cite-ref-110[110] e mwboqporta Borsari, in antichità conosciuta col nome di mwbouporta Iovia per la presenza del vicino mwboytempio dedicato a Giove Lustrale.cite-ref-111[111]

Altro monumento di una certa rilevanza è l'mwbpmarco dei Gavi, situato lungo l'antica via Postumia, in quanto si tratta un rarissimo caso di mwbpqarco onorario e monumentale a destinazione privata nell'architettura romana; venne infatti realizzato intorno alla metà del I secolo per celebrare la mwbpumwbpygens Gavia.cite-ref-112[112] Durante il Rinascimento questa fu una delle più apprezzate tra le antichità veronesi, anche grazie alla presenza della firma di un Vitruvio, che rievoca il mwbpsnoto architetto romano autore del trattato mwbpwmwbp0De architectura. Il monumento fu quindi descritto da mwbp4umanisti e mwbp8antiquari, dettagliatamente riprodotto e studiato nei rapporti proporzionali e nelle decorazioni, infine ripreso come modello da architetti e pittori, quali mwbqaPalladio, mwbqeSangallo, mwbqiSerlio, mwbqmFalconetto, Sanmicheli, ma anche Bellini e Mantegna.cite-ref-113[113]

Vi è quindi il mwbqkponte Pietra, il più antico ponte di Verona sul fiume Adige e l'unico rimasto di epoca romana. Sopravvissuto a diverse mwbqoalluvioni, è stato fatto brillare durante la seconda guerra mondiale dai soldati tedeschi in ritirata, quindi ricostruito ricomponendo per anastilosi le pietre recuperate dal letto del fiume, grazie al contributo del professor mwbqsPiero Gazzola, soprintendente ai monumenti di Verona, e dell'architetto mwbqwLibero Cecchini.cite-ref-114[114]

Società

Evoluzione demografica

Del mwbrkperiodo antico e medievale sono presenti solo calcoli approssimati circa la popolazione residente all'interno del nucleo urbano, che si è stimato potesse attestarsi sui mwbro25 000 abitanti in epoca romana,cite-ref-115[115] scesi poi fino ai circa mwbr810 000 abitanti tra XI e XII secolo.cite-ref-donazzolosaibante70-116-0[116]

Dati più precisi si hanno invece a partire dal 1472; questi mostrano come la crescita della popolazione, invece di seguire uno sviluppo regolare nel tempo, procedette attraverso sbalzi intermittenti con aumenti e cali (anche repentini) del numero di abitanti. Le cause principali di queste oscillazioni sono da attribuirsi alle calamità che colpirono la città, quindi alle guerre, alle malattie, alle inondazioni e alle mwbsucarestie.cite-ref-117[117] Furono in particolare due i momenti in cui avvenne un drastico e repentino calo della popolazione: prima tra il 1501 e il 1514, quando la popolazione scese da mwbso50 084 a mwbss31 184 abitanti, con un calo di quasi il 40% dei cittadini a causa della mwbswpeste e della guerra della Lega di Cambrai;cite-ref-donazzolosaibante70-116-1[116] un secondo momento quando l'ultima grande peste del 1630 colpì l'Italia settentrionale, causando un calo ancora più drastico della popolazione, che nell'arco di un solo anno scese da mwbte53 036 a mwbti20 987 abitanti, con una diminuzione di addirittura il 70% dei cittadini residenti.cite-ref-118[118]

Verificando i dati raccolti durante i mwbtgcensimenti generali sulla popolazione residente a Verona si può osservare come dal 1871 (anno del primo censimento nel Veneto) fino al 1936 (unico anno in cui vi è un censimento intermedio) la popolazione crebbe abbastanza stabilmente, mentre a partire dalla fine della mwbtkseconda guerra mondiale vi fu un rapidissimo incremento della popolazione, che passò dalle mwbto178 415 unità del 1951 alle mwbts266 205 unità del 1971, con una crescita di quasi il 50% in soli venti anni. Dal 1971 al 2011 vi è stata invece una leggera flessione con la popolazione residente, scesa a mwbtw252 520 abitanti.

Abitanti stimaticite-ref-119[119]

Abitanti censiticite-ref-120[120]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati mwbukISTAT al 31 dicembre 2019 nel comune risiedevano 38 173 straniericite-ref-istatstranieri-121-0[121] su un totale di 259 608 cittadini,cite-ref-122[122] rappresentando quindi il 14,7% della popolazione totale.

Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:cite-ref-istatstranieri-121-1[121]

1. Romania, 9 559
2. Sri Lanka, 7 500
3. Moldavia, 2 965
4. Nigeria, 2 052
5. Cina, 1 885
6. Albania, 1 655
7. Marocco, 1 607
8. India, 943
9. Pakistan, 807
10. Ghana, 803

Lingue e dialetti

Il mwbvsdialetto veronese è una parlata della mwbvwlingua veneta, una mwbv0lingua neolatina che nel panorama dell'mwbv4Italia settentrionale si distingue nettamente dalle mwbv8lingue gallo-italiche (mwbwapiemontese, mwbweligure e mwbwilombardo) a causa di un lungo itinerario storico autonomo. Il veronese, che fino al XVII secolo presentava tracce del precedente carattere lombardo, in parte ancora presente lungo la sponda veronese del lago di Garda, rispetto al veneto ha un'originalità fatta di tratti arcaici e analoghi alle varietà di pianura delle aree venete periferiche, che però in area urbana tendono a essere sostituiti da tratti innovativi di tipo veneziano.cite-ref-treccanidialetto-123-0[123]

In Italia il Veneto è ai primi posti per la percentuale di persone che parlano le varietà locali, nonostante vi sia comunque un progressivo incremento dell'utilizzo dell'italiano: nel 2007 il 70% degli abitanti utilizzava prevalentemente la lingua veneta, in crescita anche tra i giovani. I motivi di questo ampio utilizzo delle parlate locali è da individuarsi nella vicinanza strutturale all'italiano, nell'uso nei secoli di questa lingua anche in situazioni formali, come osservato sin dai tempi della Serenissima, e nella prevalenza di centri abitati di piccole e medie dimensioni, che consentono di conservare il modello linguistico locale. Inoltre dal 2007 il patrimonio linguistico viene tutelato e valorizzato da una legge regionale.cite-ref-treccanidialetto-123-1[123]

Nella Biblioteca capitolare è custodito forse il più antico testo pervenuto in lingua romanza, il quale rappresenterebbe un possibile atto di nascita del mwbw0volgare in Italia, anche se non tutti gli studiosi sono concordi: l'mwbw4Indovinello veronese, ritenuto quindi il primo testo scritto in mwbw8corsiva nuova volgare, redatto da un ignoto copista veronese tra l'VIII secolo e l'inizio del IX in forma d'appunto.cite-ref-124[124] Uno dei primi esempi di produzione letteraria in volgare veronese è invece costituito da due poemetti in mwbxqversi alessandrini, il mwbxuDe Babilonia civitate infernali e il mwbxyDe Jerusalemi celesti, composti da un mwbxcfrate francescano detto mwbxgGiacomino da Verona,cite-ref-125[125]cite-ref-126[126] mentre più recenti sono le poesie di mwbyeBerto Barbarani (considerato il maggior poeta in mwbyidialetto veronese) e di mwbymSandro Baganzani.cite-ref-treccanidialetto-123-2[123]

Cultura

L'mwbzmaretino Giorgio Vasari scrisse nel suo trattato mwbzqmwbzuLe vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori che «sì come è vero che la città di Verona, per sito, costumi et altre parti, è molto simile a Firenze, così è vero che in essa, come in questa, sono fioriti sempre bellissimi ingegni in tutte le professioni più rare e lodevoli»: la città veneta venne quindi vista dal Vasari come città simile alla sua Firenze dal punto di vista geografico, in quanto ambedue poste tra collina e pianura, e urbanistico, entrambe sono infatti divise in due da un fiume, ma soprattutto per mwbzycostumi, fioritura artistica e vivacità intellettuale. Egli vide nella città, romanica, gotica, ma anche classica e monumentale, il contraltare all'egemonia veneziana, ed effettivamente notevoli sono le differenze tra Verona e Venezia nonostante il dominio di quest'ultima sia durato nella città scaligera per ben quattro secoli: l'arte e l'architettura veneziana fanno pensare all'mwbzcOriente ortodosso, a delle origini bizantine e quindi mwbzggreche, mentre Verona, distante solamente un centinaio di chilometri, colpisce per le mastodontiche chiese romaniche e gotiche, espressione di un'mwbzkarte occidentale.cite-ref-127[127]

A Verona lavorarono nei secoli numerosi artisti, veronesi e non. Nel XII secolo lo scultore romanico mwbacNiccolò portò nella città una nuova arte, occidentale e romanza: è in questo periodo che si sviluppa la Verona romanica, mentre sotto la signoria scaligera la città sviluppò e mantenne a lungo un aspetto gotico e araldico, con uno stile che raggiunse la massima espressione nel Castelvecchio (e soprattutto nel mwbagsuo monumentale ponte) e nelle arche scaligere. La civiltà pittorica veronese vide dal Trecento attivi artisti come l'mwbakAltichiero e, nel Quattrocento, personalità come mwbaoStefano da Zevio e il mwbasPisanello, uno dei massimi esponenti italiani del mwbawGotico internazionale. Più tardi, durante il Rinascimento, lavorarono mwba0Domenico Morone e il figlio mwba4Francesco, oltre all'eclettico mwba8Giovan Francesco Caroto e mwbbaGirolamo dai Libri. L'arte veronese mantenne costantemente delle peculiarità che la rendono riconoscibile dall'arte portata da Venezia nei mwbbedomini di Terraferma, grazie all'opera di artisti come il Veronese, mwbbiGiambattista Tiepolo, mwbbmAlessandro Turchi, e più tardi mwbbqGiambettino Cignaroli e mwbbuAngelo Dall'Oca Bianca, tanto che è lecito parlare di una "mwbbyscuola veronese".cite-ref-128[128]

Luoghi shakespeariani

È anche grazie a William Shakespeare se Verona è una città ampiamente conosciuta nel mondo: egli non la visitò mai, ma la conobbe attraverso gli scritti di mwbcmLuigi da Porto e mwbcqMatteo Bandello che lo ispirarono per la sua opera più famosa, la tragedia di mwbcuRomeo e Giuliettacite-ref-129[129], motivo per cui Verona è nota a livello internazionale come la "città dell'amore", tanto che ogni anno, nel periodo di San Valentino, ospita la manifestazione mwbcoVerona in Love.cite-ref-130[130]cite-ref-131[131] Già il famoso poeta mwbdmGeorge Byron attesta l'importanza del ruolo avuto da William Shakespeare nel plasmare la fama della città nel mondo. Nelle sue lettere il poeta sottolineava come i veronesi sostenessero con ostinazione l'autenticità della storia di Romeo e Giulietta, d'altronde la rivendicazione della veridicità della leggenda e l'identificazione dei luoghi dove si svolge la vicenda erano cominciate già molto tempo prima. Il primo luogo a essere "riscoperto" fu la mwbdqtomba dei due amanti, identificato nel Cinquecento in un sepolcro vuoto in marmo rosso veronese, nei pressi di un convento. Furono molti coloro che resero omaggio ai due amanti in questo luogo, tra cui mwbduMadame de Staël, mwbdyMaria Luisa d'Austria, mwbdcHeinrich Heine, mwbdgCharles Dickens e lo stesso George Byron. La tomba venne più volte spostata in modo da trovare un luogo che potesse valorizzarla; la sua sistemazione definitiva si ebbe quindi nel 1937 grazie all'opera del direttore dei musei civici mwbdkAntonio Avena. Essa venne traslata in ambienti sotterranei rivisitati in chiave gotica e scenografica.cite-ref-132[132]

Contemporaneamente vi fu la sistemazione della mwbeqcasa di Giulietta, identificata in una casa medievale dotata dello stemma di un cappello, dimora della famiglia Capuleti, che Charles Dickens descrive nelle mwbeumwbeyPictures from Italy come un «miserabile alberguccio». In effetti a seguito dei rimaneggiamenti sette-ottocenteschi risultava essere diventata una casa popolare a ringhiera, anche se la stretta facciata in cotto evocava il Medioevo. Così Antonio Avena fece impiego di materiale di spoglio nei lavori di restauro e andò a inserire un nuovo balcone costituito da un lastrone di marmo che si trovava in stato di abbandono nel cortile di Castelvecchio. Tale opera fece diventare la casa di Giulietta nuova immagine simbolo di Verona, insieme all'Arena.cite-ref-133[133]

L'ultimo luogo in ordine cronologico a essere riconosciuto è la mwbewcasa di Romeo, la quale mostra intatta la sua natura e aspetto di casa fortificata; essa appartenne ai mwbe0Nogarola, amici fidati dei Della Scala, e si trova accanto alle arche scaligere, dove riposa anche Bartolomeo I della Scala, sotto il cui dominio si sarebbe svolta la vicenda secondo Luigi da Porto. Più che i singoli luoghi legati alla tragedia, è però l'idea della folcloristica Verona medievale in cui si sarebbe svolta la vicenda di cui si sono innamorati turisti, spettatori e lettori.cite-ref-134[134]

Le due famiglie protagoniste della tragedia shakespeariana effettivamente furono presenti sulla scena cittadina in epoca scaligera. In particolare i Montecchi furono importanti mercanti veronesi, coinvolti in lotte sanguinose per il controllo del potere a Verona nella fazione ghibellina, tanto da essere stati banditi dalla città dopo aver partecipato a una congiura insieme a mwbfmFederico della Scala contro Cangrande.cite-ref-solinas-51-1[51] Si ha invece conoscenza della presenza dei Capuleti fino agli anni della permanenza di Dante a Verona, nella casa di Giulietta, dove la loro presenza è testimoniata dallo stemma del cappello sulla mwbfgchiave di volta dell'mwbfkarco nel cortile dell'edificio.cite-ref-carrara136-50-1[50] Lo stesso Dante documenta la rivalità tra Montecchi e Capuleti (o meglio Cappelletti) nella Divina Commedia.cite-ref-135[135]

Istruzione

Scuole

Tra le numerose scuole presenti sul territorio comunale meritano particolare menzione il mwbguliceo ginnasio statale Scipione Maffei, l'educandato statale agli Angeli e il mwbgcliceo scientifico statale Angelo Messedaglia. Il primo, ospitato nell'ex convento domenicano della basilica di Santa Anastasia, è il più antico mwbggliceo d'Italia in attività essendo stato fondato per decreto napoleonico il 18 dicembre 1804.cite-ref-136[136] Il secondo, ospitato in quello che era un convento di mwbg0suore benedettine, è una delle più antiche istituzioni cittadine, fondata da Napoleone Bonaparte in persona nel 1812.cite-ref-137[137] L'ultimo, infine, è stato istituito nel 1923 in seguito alla mwbhiriforma Gentile, rimanendo a lungo l'unico liceo scientifico di tutta la provincia di Verona.cite-ref-138[138]

Università, accademie, biblioteche

Una prima forma di università nasce nell'825 quando mwbh4Lotario, con il capitolario di Olona, fonda un istituto superiore di cultura che accoglieva studenti veronesi, mantovani e trentini, tuttavia solo nel 1339 mwbh8papa Benedetto XII concesse alla città, tramite mwbiabolla papale, i privilegi universitari, e quindi la fondazione di una scuola universitaria.cite-ref-139[139] Nel 1440 vennero istituite le Scuole Accolitali presso il Duomo, una mwbiuscuola di musica e lettere per il clero, a cui si affiancarono poi l'mwbicAccademia Filarmonica e l'Accademia degli Incatenati, le quali fecero della città una capitale della musica europea del Cinquecento.cite-ref-140[140]

La moderna mwbi4Università di Verona nasce invece il 10 gennaio 1959 con il nome di "Libera Università di Economia e Commercio"; grazie alla fusione con l'mwbi8ateneo patavino si aggiunsero un corso in mwbjalingue e letterature straniere, la facoltà di magistero e la facoltà di mwbjemedicina.cite-ref-molli282-141-0[141] Nel 1982 l'Università di Verona divenne nuovamente un organismo autonomo,cite-ref-molli282-141-1[141] ampliando nel corso degli anni l'offerta formativa fino a includere le scuole mwbjoeconomiche, mwbjsgiuridiche, in mwbjwformazione, mwbj0filosofia e servizio sociale, in lettere, arti e mwbj4comunicazione, in lingue e letterature straniere, in medicina e mwbj8chirurgia, in mwbkascienze motorie, e in mwbkescienze e mwbkiingegneria,cite-ref-142[142] configurandosi così come terzo polo universitario del Veneto, dopo Padova e Venezia.cite-ref-143[143]

Tra le più importanti istituzioni cittadine vi è la Biblioteca capitolare, una delle più antiche e note mwbkwbiblioteche ecclesiastiche del mondo, famosa in quanto vi hanno studiato illustri personaggi e in quanto possiede manoscritti di grande importanza, tra cui il mwbk0Codice di Ursicino, che venne prodotto nella biblioteca nel 517 (rendendola la più antica biblioteca al mondo in funzione)cite-ref-144[144] e l'Indovinello veronese, che rappresenterebbe un possibile atto di nascita del volgare in Italia.cite-ref-145[145] Nel Settecento furono invece istituite la mwblyBiblioteca civica, l'mwblcAccademia di agricoltura scienze e lettere, con il compito di dare slancio all'economia veronese, e l'mwblgAccademia di pittura, fondata da mwblkGiambettino Cignaroli e poi a lui dedicata, mentre nel secolo successivo fu costituita la mwbloSocietà letteraria, importante centro di cultura e luogo di convegni.cite-ref-146[146]

Musei

La forte identità culturale di Verona si è tradotta nell'impegno di numerosi personaggi che con la loro impronta sono andati a determinare la configurazione museale odierna di Verona. Di grande importanza fu per esempio mwbmkScipione Maffei, che nel Settecento diede l'avvio alla museologia europea con la sua raccolta di mwbmolapidi ed mwbmsepigrafi che furono poi sistemate nel museo che prende il suo nome, il mwbmwmuseo lapidario maffeiano, situato a lato del mwbm0teatro Filarmonico.cite-ref-147[147]

Altro importante personaggio fu Antonio Avena, direttore dei musei civici, che si prodigò nell'acquisizione del teatro romano e quindi all'istituzione dell'omonimo museo, nella sistemazione di Castelvecchio, in cui preparò il primo allestimento museale, nella sistemazione della casa di Giulietta, nell'acquisizione di mwbnmpalazzo Emilei Forti, in cui trovò posto la galleria d'arte moderna Achille Forti (successivamente spostata nel palazzo della Ragione), e nell'istituzione del mwbnqmuseo degli affreschi Giovanni Battista Cavalcaselle. Di primaria importanza il museo di Castelvecchio che subito divenne punto di riferimento nel sistema museale di Verona, in particolare dopo il recupero realizzato dal famoso architetto Carlo Scarpa in collaborazione con il direttore mwbnuLicisco Magagnato, dalla cui collaborazione nacque una delle più pregevoli e conosciute realizzazioni museografiche del mwbnysecondo dopoguerra. Un rilievo particolare ha assunto Verona anche per quanto riguarda le raccolte mwbncnaturalistiche, infatti è l'unica città europea a poter vantare una tradizione ininterrotta in tale ambito fin dal Cinquecento, quando furono raccolte varie collezioni private nel primo museo a carattere naturalistico che si conosca, poi confluite nel museo civico di storia naturale.cite-ref-148[148]

Vi sono poi il mwbn0museo Miniscalchi-Erizzo, un palazzo-museo donato al Comune dall'omonima famiglia nobile veronese, in cui sono esposti collezioni e oggetti di interesse storico, archeologico e artistico,cite-ref-149[149] il mwboimuseo archeologico nazionale di Verona, con sede negli spazi di un ex edificio militare asburgico,cite-ref-150[150] il centro internazionale di fotografia Scavi Scaligeri, il mwbocmuseo africano e il mwbogmuseo canonicale.

Media

Il quotidiano storico di Verona è mwbpemwbpiL'Arena, fondato il 12 ottobre 1866 a pochi giorni dall'mwbpmannessione del Veneto al Regno d'Italia;cite-ref-151[151] nato inizialmente come espressione dei circoli politici cittadini che avevano vissuto in clandestinità durante il dominio austriaco, si è evoluto nel corso degli anni seguendo in modo approfondito le vicende della città e diventando così punto di riferimento dei veronesi.cite-ref-152[152] mwbpwVerona Fedele è invece il settimanale edito della Diocesi di Verona, fondato nel 1872 e rinato nel 1946 dopo che la sua stampa era stata interrotta alla fine della prima guerra mondiale.cite-ref-153[153] A Verona viene inoltre pubblicata la rivista mwbqimwbqmNigrizia, nata nel 1883 con lo scopo di diffondere i testi di mwbqqDaniele Comboni, primo vescovo di mwbquKhartum, anche se ben presto allargò il campo di interesse alla realtà sociopolitica, economica, culturale e religiosa di tutta l'mwbqyAfrica.cite-ref-154[154]

mwbqwRadio Verona è stata la prima emittente mwbq0radiofonica a nascere nella provincia di Verona, nel 1975; si contraddistingue per l'attenzione alla cronaca e attualità e per le radiocronache in diretta delle partite dell'mwbq4Hellas Verona.cite-ref-155[155] Già l'anno successivo venne inoltre fondata mwbrmRadio Adige, che però chiuse le trasmissioni via etere nel 2017 per andare in onda esclusivamente sul web.cite-ref-156[156] Sempre due sono anche le mwbrgemittenti televisive: mwbrkTelenuovo, prima emittente veneta per ascolti,cite-ref-157[157] nata a Verona nel 1979, dal 1984 fa debutto il primo telegiornale e da quel momento l'informazione giornalistica diviene uno dei cardini del canale;cite-ref-158[158] nello stesso anno nasce anche mwbsiTeleArena, particolarmente impegnata nell'informazione locale e sportiva.cite-ref-159[159]

Eventi

Il più celebre evento che si tiene nella città scaligera è il festival lirico areniano, le cui stagioni si svolgono ininterrottamente dal 1913 all'interno dell'anfiteatro romano, che con i suoi 30 000 posti si trasforma nel più grande teatro lirico all'aperto al mondo;cite-ref-160[160] lo stesso diviene anche tappa, nelle stagioni primaverili e autunnali, di molti cantanti e musicisti internazionali. Durante la stagione estiva il teatro romano ospita invece l'estate teatrale veronese, che da 1948 propone mwbtqspettacoli di prosa, con i testi più noti e controversi di William Shakespeare, mwbtudanza e musica, in particolare mwbtyjazz.cite-ref-161[161]

Nel 1969 nasce invece la Settimana Cinematografica Internazionale, che dal 1996 si trasforma in mwbtwSchermi d'amore, un festival cinematografico del cinema sentimentale e melodrammatico, che quindi prosegue il filone della tematica amorosa in naturale continuità con l'immaginario collettivo che vede la città sede della romantica vicenda di mwbt0Romeo e Giulietta, e quello del melodramma come ramo che trova la sua origine nel centenario festival areniano.cite-ref-162[162] Da 1981 si tiene anche il mwbuifestival di cinema africano, organizzato dalla rivista mwbumNigrizia e dal centro missionario per dare un'immagine critica dell'Africa attraverso le storie e le immagini raccontate dagli africani stessi con l'ottica di conoscerne meglio i popoli e le loro culture.cite-ref-163[163]

Tra le varie manifestazioni podistiche, particolarmente degno di nota è il mwbukpalio del drappo verde, istituito nel 1208 come corsa di velocità a piedi e a cavallo per festeggiare la vittoria di mwbuoEzzelino II da Romano contro i guelfi, citato anche nella Divina Commedia di Dante Alighieri. Abolito durante la mwbusdominazione napoleonica nel 1796, è stato riorganizzato a partire dal 2008 per festeggiare l'ottocentesimo anniversario della corsa.cite-ref-164[164]

Più recente è invece mwbveTocatì, organizzato dall'Associazione Giochi Antichi per le strade e piazze della città, punto di riferimento mondiale per tutti gli appassionati di mwbvigioco tradizionale che ha come obiettivo la valorizzazione del patrimonio della cultura tradizionale a partire dal gioco, ma comprendente anche espressioni come la musica e la mwbvmdanza tradizionali.cite-ref-165[165]

Geografia antropica

Urbanistica

A seguito della romanizzazione della Gallia Transpadana nella primavera del 49 a.C., il villaggio che era sorto lungo le pendici del colle San Pietro in epoca preistorica non era più sufficiente né per consentire il futuro sviluppo dell'abitato né per una sua ordinata pianificazione. Il centro abitato venne quindi spostato sull'altra sponda del fiume Adige, dove i suoi ampi meandri formano una sorta di penisola naturale, valida difesa da possibili attacchi. In questo modo fu inoltre possibile realizzare due soli tratti di cortina muraria lungo il lato meridionale della città, l'unico che non erano difeso naturalmente dal fiume.cite-ref-cita-puppi-pp32-33-42-1[42] L'impianto di nuova fondazione della città, tipico dell'mwbweurbanistica romana, previde la realizzazione di una maglia di strade che si incrociavano ad mwbwiangolo retto, formando isolati quadrati di 74 × 76,5 metri, struttura che si è mantenuta inalterata nei secoli e che risulta perfettamente leggibile. Le vie principali della città, quindi il decumano massimo, che corrispondeva al proseguimento della via Postumia, e il cardine massimo, confluivano nell'area del foro veronese, il quale nel corso del tempo si trasformò divenendo l'attuale piazza delle Erbe.cite-ref-166[166]

Piazze Erbe e gli spazi contigui in età medievale e moderna rimasero centro della vita politica ed economica cittadina nonostante la graduale espansione della città verso sud fino all'Adigetto e verso est oltre l'Adige, dove si sviluppò il quartiere di Veronetta. Nonostante la crescita della città le difese di epoca romana rimasero sostanzialmente immutate fino all'epoca pre-comunale, quando la necessità di dotare di solida difesa le porzioni di città sorte fuori dal recinto romano portarono nel XII secolo alla realizzazione della cerchia di mura comunali.cite-ref-167[167] Nel XIV secolo Cangrande della Scala fece edificare un ulteriore recinto difensivo, le mura scaligere, le quali abbracciarono una porzione ancora più ampia di territorio, compreso il mwbwwquartiere di San Zeno e quella che poi divenne la mwbw0Cittadella viscontea.cite-ref-168[168]

Durante il governo veneziano una parte delle mura scaligere furono pesantemente ristrutturate e trasformate in una vera e propria cinta bastionata alla moderna. Fondamentale fu l'apporto dell'architetto veronese Michele Sanmicheli, il cui progetto fu anche e soprattutto occasione di rinnovamento urbanistico: egli assecondò la spinta dell'organismo urbano verso sud organizzando un nuovo asse viario monumentale, lo mwbxkstradone di Porta Nuova, che dalla nuova porta sanmicheliana conduceva, attraverso i mwbxoportoni della Bra, a piazza Bra e all'mwbxsanfiteatro romano.cite-ref-169[169] Il successivo periodo di dominio austriaco porto novità soprattutto dal punto di vista militare, con la ristrutturazione di mura e bastioni della cinta magistrale che assunse il suo assetto definitivo, rimasto invariato, e la creazione di un mwbyacampo trincerato militare.cite-ref-170[170]

All'inizio del Novecento la città registrò un notevole incremento demografico a causa del trasferimento di popolazione dai centri minori e dalle campagne, ciò determinò la necessità di realizzare nuovi quartieri al di fuori della cinta militare magistrale: per consentire quindi l'espansione della città, nel 1910 venne emanato un decreto che annullò la servitù militare e il divieto di edificazione nella cosiddetta "Spianà", la grande area posta fuori dalle mura e parte del sistema difensivo cittadino. Si poterono così predisporre i primi piani d'ampliamento: a est ci furono i primi interventi di ampliamento nei quartieri di mwbyyBorgo Venezia e mwbycPorto San Pancrazio mentre a sud, dove erano già presenti alcune industrie nate durante la mwbygprima industrializzazione veronese, cominciarono a sorgere i quartieri operai di mwbykBorgo Roma, Basso Acquar e Tombetta. Dopo la prima guerra mondiale, invece, presero forma i quartieri di mwbywBorgo Trento, mwby0Borgo Milano e mwby4Valdonega.cite-ref-171[171]

Nel 1927 i confini amministrativi della città si ampliarono notevolmente, con l'annessione dei comuni di mwbzqAvesa, mwbzuCadidavid, mwbzyMontorio, mwbzcParona, mwbzgQuinto di Valpantena, mwbzkQuinzano, mwbzoSanta Maria in Stelle, mwbzsSan Massimo e mwbzwSan Michele Extra, mentre nel 1933 fu annesso il comune di mwbz0Mizzole.cite-ref-172[172]

Dopo la seconda guerra mondiale Verona, che era stata una delle città più colpite dai bombardamenti, venne inclusa tra i comuni che dovevano adottare un Piano di Ricostruzione. Il piano venne adottato già nell'ottobre 1946 e riguardò in particolar modo la ricostruzione del centro storico e lo spostamento a Sud delle funzioni fieristiche e agricolo-industriali, che portarono alla fondazione accanto ai Mercati generali della nuova mwb0qFiera di Verona, del Mercato ortofrutticolo e dell'ampliamento della Manifattura tabacchi.cite-ref-173[173]

Suddivisioni amministrative

Amministrativamente il territorio comunale è ripartito in otto mwb04circoscrizioni amministrative.cite-ref-174[174] A fini toponomastici e statistici sono suddivise a loro volta in ventitré quartieri, ulteriormente ripartiti in zone omogenee (tra parentesi):

mwb1qCircoscrizione 1 Centro storico

1. mwb1cCittà Antica 2. mwb1kCittadella (Valverde) 3. mwb1sSan Zeno (San Bernardino) 4. mwb10Veronetta (Filippini - San Giovanni in Valle - Santo Stefano)

mwb18Circoscrizione 2 Nord-ovest

10. mwb2iBorgo Trento (Arsenale) 11. mwb2qValdonega (San Mattia) 18. Ponte Crencano 30. mwb2cAvesa 38. mwb2kParona (Saval di Parona) 39. mwb2sQuinzano (Saval di Quinzano)

mwb20Circoscrizione 3 Ovest

16. mwb3aBorgo Milano (mwb3eBorgo Nuovo, mwb3iChievo, mwb3mNavigatori, Porta Nuova, San Procolo, Spianà, mwb3qStadio) 37. mwb3ySan Massimo (Basson, Croce Bianca, La Sorte)

mwb3gCircoscrizione 4 Sud-ovest

15. mwb3sSanta Lucia (Madonna di Dossobuono, ZAI) 17. mwb30Golosine

mwb38Circoscrizione 5 Sud

14. mwb4iBorgo Roma (Palazzina, Pestrino, Polidore, Primo Maggio, Tomba, Tombetta, ZAI) 36. mwb4qCadidavid (Fracazzole, Genovesa, La Rizza, Sacra Famiglia)

mwb4yCircoscrizione 6 Est

12. mwb4kBorgo Venezia (Biondella, Fincato, Santa Croce, mwb4oBorgo Trieste, San Felice Extra)

mwb4wCircoscrizione 7 Sud-est

13. mwb48Porto San Pancrazio 35. mwb5eSan Michele (Casotti, Frugose, Madonna di Campagna, Mattozze, Molini)

mwb5mCircoscrizione 8 Nord-est

31. mwb5yQuinto (mwb5cMarzana, mwb5gPoiano) 32. mwb5oSanta Maria in Stelle (Sezano, Novaglie) 33. mwb5wMizzole (Trezzolano, Cancello, Moruri, Pigozzo) 34. mwb54Montorio (mwb58Ponte Florio)

Economia

L'economia scaligera è caratterizzata da una polisettorialità spinta, con le imprese che si dividono quasi equamente tra agricoltura, industria, costruzioni, settore turistico, commercio e servizi, raggiungendo posizioni di leadership in diversi campi: nel settore agricolo, essendo la provincia veronese la prima in Italia per l'esportazione di vino e ortofrutta; nel manifatturiero, in particolare nei segmenti dell'industria alimentare, dei macchinari e termomeccanica, dell'estrazione e lavorazione del marmo, e della moda; infine nel settore ricettivo, essendo la quinta provincia italiana per presenze turistiche.cite-ref-referencea-8-1[8]

In particolare il settore agricolo è una risorsa fondamentale per il territorio, con produzioni tipiche protette da marchi di origine e tutela, con un importante indotto a livello di ristorazione e di turismo enogastronomico. A questo settore si collega anche quello industriale dell'agroalimentare, che è divenuto nel tempo uno dei settori più importanti per l'economica veronese, con numerose eccellenze: il vino (si citano in particolare i prodotti mwb60DOCG mwb64Amarone della Valpolicella, mwb68Recioto della Valpolicella e mwb7adi Soave, il mwb7eSoave superiore e il mwb7iBardolino superiore), i prodotti lattiero-caseari, il settore dolciario, la produzione di alimenti conservati, la lavorazione della carne e la produzione di mangimi per l'alimentazione animale.cite-ref-175[175] Altre attività particolarmente dinamiche sono quelle alberghiere e della ristorazione, collegate alla vivacità del turismo, un settore che gioca un ruolo di assoluta importanza: insieme al turismo lacustre sul mwb7cGarda, che attira ogni anno milioni di turisti, e il turismo culturale, legato a Verona città d'arte, al mwb7gfestival lirico areniano e all'mwb7kestate teatrale veronese, convivono il turismo montano del mwb7oBaldo e della mwb7sLessinia, quello enogastronomico della mwb7wValpolicella e delle mwb70Valli Grandi Veronesi, oltre a quello d'affari e congressuale, legato in particolare alle manifestazioni che si tengono presso mwb74Veronafiere.cite-ref-176[176]

La posizione particolarmente favorevole, anzi strategica, in cui si trova Verona, ha favorito il suo inserimento in importanti vie di comunicazione stradali, ferroviarie e aeree, e quindi la nascita di uno dei più importanti centri europei intermodali di trasporti, il mwb8oQuadrante Europa, generando così le condizioni ideali per fare di Verona un importante punto di riferimento nell'ambito dei flussi internazionali di interscambi sia economici che culturali.cite-ref-177[177] A livello di scambi, Paese di riferimento è la mwb88Germania, di gran lunga il principale partner commerciale veronese sia per quanto riguarda le esportazioni che per le importazioni,cite-ref-178[178] tanto che proprio a Verona hanno basato le loro sedi alcune realtà imprenditoriali tedesche di grande rilievo, in particolare mwb9qVolkswagen Group, mwb9uMAN e mwb9yLidl.cite-ref-179[179]

Sebbene l'economia veronese sia in larga parte costituita da piccole e medie imprese, vi hanno sede anche grandi aziende tra cui mwb9wAIA, che insieme a mwb90Negroni e Mangimi Veronesi fanno parte del mwb98Gruppo Veronesi, mwb-aBauli, mwb-ePastificio Rana e mwb-iVicenzi, tutte nel settore alimentare; quindi il mwb-mGruppo Calzedonia, di cui fanno parte anche mwb-qIntimissimi e mwb-uTezenis, e mwb-yFedrigoni, industria cartiera attiva dal 1717;cite-ref-180[180] nel settore bancario e assicurativo, invece, posizione di grande importanza assumono mwb-sBanco BPM, le cui filiali locali fanno capo a mwb-wBanca Popolare di Verona, mwb-0Fondazione Cariverona, incorporata in mwb-4UniCredit ma che prosegue la propria attività di utilità sociale, e mwb-8Cattolica Assicurazioni.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Verona si colloca in una posizione geografica strategica, allo sbocco in pianura della mwb-mvalle dell'Adige, e quindi lungo il percorso che attraverso i passi alpini, in particolare il mwb-qBrennero, conduce a Nord. La realizzazione della mwb-umwb-yvia Postumia tra mwb-cGenova e mwb-gAquileia nel 148 a.C. diede una spinta notevole alla crescita dell'abitato, tanto che quando la città divenne un mwb-kmunicipio romano l'asse stradale fu utilizzato come asse generatore della nuova maglia di isolati.cite-ref-181[181] Successivamente furono realizzate altre due strade, la mwb-4mwb-8via Gallica, che collegava mwcaaTorino a mwcaeGrado, e la mwcaimwcamvia Claudia Augusta, che collegava la mwcaqRezia a mwcauOstiglia tramite una diramazione meridionale definita mwcaymwcacvicus Veronensium.

Negli anni sessanta del Novecento, a seguito della motorizzazione di massa, furono realizzate due nuove importanti arterie autostradali che s'intersecano a Verona: l'mwcakautostrada A4 Serenissima, che collega mwcaoTorino a mwcasTrieste, con uscite a Verona Est e Verona Sud, e l'mwcawautostrada A22 del Brennero, che collega mwca0Modena e l'mwca4A1 con l'mwca8Austria e la mwcbaGermania, con uscita a Verona Nord. La città, servita da un sistema di tangenziali, nello specifico la mwcbetangenziale Ovest, mwcbiSud ed mwcbmEst, è inoltre raggiunta dalla mwcbqstrada statale 434 Transpolesana che la collega con mwcbuRovigo, dall'ex mwcbystrada statale 11 Padana Superiore che collega mwcbcTorino a mwcbgVenezia, dall'ex mwcbkstrada statale 12 dell'Abetone e del Brennero che collega mwcboPisa al mwcbspasso del Brennero e dall'ex mwcbwstrada statale 62 della Cisa che collega Verona a mwcb0Sarzana.

Ferrovie e mobilità extraurbana

A cavallo tra Ottocento e Novecento il rapido sviluppo della tecnologia ferroviaria e il successo del sistema portò alla realizzazione di una rete di trasporto che investiva la città scaligera del ruolo di nodo, afferendovi infatti dal 1857 la mwccuferrovia Milano-Venezia, dal 1867 la mwccyferrovia del Brennero, dal 1874 la mwcccferrovia Verona-Mantova-Modena, dal 1877 la mwccgferrovia Verona-Rovigo e dal 1924 la mwcckferrovia Bologna-Verona.cite-ref-182[182] Inoltre, fra il 1889 e il 1959 era attiva la mwcc4ferrovia Verona-Caprino-Garda,cite-ref-183[183] che aveva capolinea alla dismessa stazione di porta San Giorgio. Tra le stazioni ferroviarie presenti vi sono quella di mwcdmVerona Porta Nuova, principale impianto passeggeri della città e tra i maggiori d'Italia, quella di mwcdqVerona Porta Vescovo, presso la quale sorge un mwcduimportante impianto di manutenzione, e due stazioni passeggeri fuori servizio, mwcdyVerona Parona e mwcdcVerona Ca' di David. Il traffico ferroviario merci invece si dirige presso il mwcdgQuadrante Europa, che funge da interporto per il trasporto merci stradale, ferroviario e aereo.

Verona in passato fu inoltre al centro di un vasto sistema di tranvie extraurbane: dall'area di Porta Nuova originava la mwcdotranvia Verona-Albaredo-Coriano in servizio fra il 1898 e il 1925, interessata da un esperimento di trasporto integrato che prevedeva la costruzione di un grande porto fluviale sull'Adige presso mwcdsAlbaredo; presso la stazione di Porta Vescovo trovava invece capolinea un sistema metrotranviario che aveva nella mwcdwtranvia Verona-Caldiero-San Bonifacio, in esercizio fra il 1881 e il 1958, il tronco principale da cui si diramavano altre mwcd0tratte verso Tregnago, mwcd4San Giovanni Ilarione e mwcd8Cologna Veneta, oltre a un tratto secondario rappresentato dalla mwceatranvia Verona-Grezzana, che fra il 1922 e il 1958 fece da forte volano per l'economia della mwceeValpantena. Successivamente queste tranvie vennero rimpiazzate da linee filoviarie extra-urbane, il cui servizio si protrasse fino agli anni ottanta, oppure dismesse.cite-ref-184[184]

Mobilità urbana

Il servizio di trasporto pubblico dal 1884 al 1951 si basò su una mwce4rete tranviaria urbana che veniva inizialmente percorsa da tram trainati da cavalli, sostituiti nel 1908 dai primi mezzi elettrici, che diedero la possibilità ai cittadini di usufruire di un trasporto pubblico più efficiente e in linea coi tempi.cite-ref-185[185] La rete si componeva di tre linee, di cui la principale collegava le due stazioni ferroviarie della città, mwcfmVerona Porta Nuova e mwcfqVerona Porta Vescovo, mentre altre due collegavano il centro con mwcfuporta San Zeno, in direzione mwcfyBorgo Milano, e mwcfcporta San Giorgio, in direzione mwcfgBorgo Trento, nuove zone di forte espansione edilizia della città.cite-ref-186[186] Dal 1937 si attuò la riconversione della linee tranviarie e si andò così a costituire una mwcf0nuova rete filoviaria in loro sostituzione; l'esercizio delle linee filoviarie terminò però nel 1975, quando vennero a loro volta sostituite da un servizio di autobus di linea.

Dal 2007 la mobilità urbana ed extraurbana di Verona è svolta con autoservizi gestiti dall'mwcf8Azienda Trasporti Verona, anche se è in fase di costruzione una nuova rete di filobus composta da quattro linee per un totale di quasi mwcga24 km.cite-ref-187[187] Completa il sistema di trasporti cittadino la mwcgufunicolare di Castel San Pietro, che è stata progettata e realizzata tra il 1938 e il 1941 con lo scopo di collegare l'mwcgyomonimo castello, dove si trovava l'mwcgcAccademia di Belle Arti Cignaroli, al centro cittadino. La funicolare rimase in funzione fino al 1944, dopodiché seguì un lungo periodo di chiusura terminato nel 2017. La nuova soluzione adottata ha previsto il recupero delle stazioni esistenti e l'installazione di un moderno ascensore inclinato panoramico.cite-ref-188[188]

Aeroporti

La realizzazione dell'mwchmaeroporto di Verona-Villafranca, principale aerostazione del territorio, ebbe inizio nel 1954, quando in base agli accordi mwchqNATO venne definitivamente dismesso il vicino aeroporto militare di Ganfardine, già bombardato dagli mwchuAlleati sul finire della mwchyseconda guerra mondiale e ulteriormente danneggiato dai tedeschi in fuga, e costruito un nuovo campo di aviazione militare, spostato per ragioni tecniche e per una migliore funzionalità al confine tra i comuni di mwchcSommacampagna, mwchgVillafranca e Verona.cite-ref-189[189] A partire dal 1958 si cominciarono a operare pionieristici voli charter e cargo diretti verso alcuni Stati dell'Europa settentrionale per arrivare nel 1961 all'inaugurazione dei primi voli di linea verso mwch0Roma, grazie all'interessamento del sindaco mwch4Giorgio Zanotto.cite-ref-190[190] Con l'intensificarsi del traffico nel 1973 si decise di realizzare strutture più adeguate, portando così alla nascita di una vera e propria aerostazione civile che nel tempo fu oggetto di diverse ristrutturazione fino a quella principale del 1990, che portò al raddoppio degli spazi a disposizione.cite-ref-191[191]

A nord del territorio comunale si trova invece l'mwcigaeroporto di Verona-Boscomantico, che cominciò a operare dal 1911 come base militare per dirigibili e utilizzato per manifestazioni e voli turistici.cite-ref-192[192]

Amministrazione

La storia amministrativa del comune di Verona dall'mwcjaistituzione della Repubblica Italiana ad oggi può essere suddivisa in due fasi: per i primi quarant'anni si sono succeduti esclusivamente mwcjesindaci della mwcjiDemocrazia Cristiana, mentre dal 1994 al 2022 la città è stata amministrata prevalentemente da esponenti di mwcjmcentro-destra, con una parentesi tra il 2002 ed il 2007 in cui la città fu amministrata dal Sindaco mwcjqPaolo Zanotto, di mwcjucentro-sinistra. Alle elezioni amministrative del 2022cite-ref-193[193], dopo vent'anni, il centro-sinistra è tornato a vincere le elezioni cittadine con mwcjoDamiano Tommasi.

Gemellaggi

Verona è gemellata con le seguenti città:

Monaco di Baviera, dal 1960, in quanto, essendo equidistanti dal mwckapasso del Brennero, sono porte gemelle verso i reciproci stati e sono legate da intensi rapporti commerciali;cite-ref-194[194]
Nîmes, dal 1960, in quanto hanno in comune le vestigia di antichi monumenti romani;cite-ref-195[195]
Saint-Josse-ten-Noode, dal 1960, per attivare scambi culturali tra due città importanti dal punto di vista storico-artistico (la cittadina belga fa parte del nucleo urbano di mwck0Bruxelles);cite-ref-196[196]
Salisburgo, dal 1973, per il comune amore per l'arte e la musica e per determinare quindi un sodalizio duraturo tra la cittadina scaligera, sede del mwclqfestival lirico areniano, e la cittadina austriaca, patria di mwcluMozart;cite-ref-197[197]
Pola, dal 1982, per il comune passato scandito dall'appartenenza alla mwclwdecima Regio romana, periodo di cui entrambe le città possiedono numerose testimonianze, dalla dipendenza nella prima età cristiana al mwcl4patriarcato di Aquileia e quella secolare alla mwcl8Repubblica di Venezia;cite-ref-198[198]
Albany, dal 1992, sostenuto dagli enti e istituti economici e bancari della città, per avere un più stretto scambio culturale, economico, finanziario e turistico con lo mwcmystato di New York;cite-ref-199[199]
Nagahama, dal 1992, in quanto la città giapponese e quella scaligera mostrano di essersi sviluppate parallelamente, di essere insediamenti a misura d'uomo e, nonostante la lontananza, di avere un substrato economico molto simile;cite-ref-200[200]

Sport

Calcio

Le principali formazioni calcistiche cittadine sono quelle dell'mwcnkHellas Verona, che dall'istituzione della mwcnoSerie A a girone unico è stata l'unica squadra di una città non capoluogo di regione, durante la mwcnsstagione 1984-1985, a vincere il massimo campionato,cite-ref-201[201] e del mwcoaChievo Verona, che costituisce un mwcoeunicum nel panorama calcistico italiano, essendo l'unico club proveniente dalle categorie regionali minori ad aver scalato l'intera mwcoipiramide calcistica nazionale, fino a giungere dapprima in Serie A e poi nelle mwcomcoppe europee.cite-ref-202[202] Le due squadre, che fino al 2021 (anno del fallimento del Chievo) hanno disputato le gare casalinghe allo mwcogstadio Marcantonio Bentegodi, realizzato nel 1963 per prendere il posto dell'mwcokomonimo stadio, demolito nello stesso anno, hanno dato vita al mwcooderby cittadino. Due squadre che partecipano a categorie minori ma che sono comunque arrivate a giocare in mwcosSerie C sono invece la mwcowVirtus Verona e l'mwco0Audace.

Nel calcio femminile la città è rappresentata dal mwco8Women Hellas Verona, ma in passato sono state attive altre quattro squadre, sciolte rispettivamente nel 1986, nel 2000, nel 2004 e nel 2018: il Verona Ritt Jeans; il mwcpeVerona Calcio Femminile, vincitore di uno scudetto nella mwcpistagione 1995-1996; il mwcpmForoni Verona, che ha vinto due scudetti nelle mwcpqstagioni 2002-2003 e mwcpu2003-2004, una mwcpyCoppa Italia nel 2002, la mwcpcSupercoppa italiana del 2002 e mwcpgdel 2003; l'mwcpkAGSM Verona Calcio Femminile, già Bardolino Verona, vincitore di ben cinque scudetti (nelle mwcpostagioni 2004-2005, mwcps2006-2007, mwcpw2007-2008, mwcp02008-2009 e mwcp42014-2015), tre Coppe Italia (nel mwcp82006, mwcqa2007 e mwcqe2009) e quattro Supercoppe italiane (nel mwcqi2001, mwcqm2005, mwcqq2007 e mwcqu2008).

Pallacanestro

La principale società di pallacanestro di Verona è la mwcqgScaligera Basket Verona, una formazione nata nel 1951 ma che visse il momento agonisticamente migliore durante gli anni novanta, quando raggiunse i vertici italiani ed europei vincendo la mwcqkCoppa Italia del 1991, la mwcqoSupercoppa italiana del 1996 e la mwcqsCoppa Korać nel 1998, oltre a ottenere la seconda posizione durante l'mwcqwEurocoppa 1996-1997. Infine nel 2015, mentre partecipava alla mwcq0seconda serie del campionato italiano di pallacanestro, è riuscita a vincere la mwcq4Coppa Italia LNP. Le partite interne sono giocate al mwcq8Pala AGSM AIM.

Pallavolo

La principale squadra di pallavolo maschile è la mwcrcBluVolley Verona, una società nata nel 2001 dalla fusione di altre due. La squadra veronese è riuscita a vincere una prima volta la mwcrgCoppa Italia di Serie A2 nel 2004, stagione in cui vince tutte le partite giocate, e una seconda volta mwcrknel 2008. A livello europeo, invece, ha vinto la mwcroChallenge Cup nel 2016. Le partite interne sono giocate al mwcrsPala AGSM AIM.cite-ref-203[203]

Ciclismo

Tra i grandi campioni del ciclismo veronese si ricordano mwcsiPaola Pezzo, medaglia d'oro alle mwcsmOlimpiadi di Atlanta e mwcsqdi Sydney,cite-ref-204[204] mwcskDamiano Cunego, vincitore del mwcsoGiro d'Italia 2004,cite-ref-205[205] ed mwcs8Elia Viviani, iridato alle mwctaOlimpiadi di Rio de Janeiro.cite-ref-206[206]

A Verona si sono disputate due edizioni del mwctycampionato del mondo di ciclismo su strada, nel mwctc1999 e nel mwctg2004.

Giro d'Italia

Verona è stata sede della cosiddetta mwctw"Grande Partenza" del mwct0Giro d'Italia nell'edizione del mwct41985, con il via ufficiale della corsa dato il mwct816 maggio dal Ponte Scaligero per effettuare un prologo tra le strade cittadine vinto da mwcuaFrancesco Moser.

È stata inoltre sede di mwcuiarrivo finale del Giro d'Italia in cinque occasioni, tutte contraddiste da una cronometro individuale quale ultima tappa della corsa, terminate all'mwcumArena. Nel dettaglio:

• mwcuy1981, mwcucSoave-Verona, con vittoria di tappa il mwcug7 giugno del norvegese mwcukKnut Knudsen e successo finale di mwcuoGiovanni Battaglin;
• mwcuw1984, Soave-Verona, con vittoria di tappa il mwcu010 giugno sia del Giro sia della tappa di mwcu4Francesco Moser;
• mwcva2010, Verona-Verona, con vittoria di tappa il mwcve30 maggio dello svedese mwcviGustav Larsson e successo finale di mwcvmIvan Basso;
• mwcvu2019, Verona-Verona, con vittoria di tappa il mwcvy2 giugno dello statunitense mwcvcChad Haga e successo finale dell'ecuadoriano mwcvgRichard Carapaz;
• mwcvo2022, Verona-Verona, con vittoria di tappa il mwcvs29 maggio di mwcvwMatteo Sobrero e successo finale dell'australiano mwcv0Jai Hindley.

Altri sport

Tra le altre società sportive scaligere competitive sono presenti il mwcwaVerona Rugby, la squadra di football americano mwcweRedskins Verona e la società canoistica mwcwiCanoa Club Verona.

Nel Comune ha inoltre sede un Centro Federale di Alta Specializzazione gestito dalla mwcwqFederazione Italiana Nuoto e intitolato ad mwcwuAlberto Castagnetti.cite-ref-207[207]

Note

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Collegamenti esterni

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